GENERE: THRASH METAL

THRASH METAL – STORIA DEL GENERE

Il thrash metal è un sottogenere dell’ heavy metal, che combina le tecniche di quest’ultimo e dell’hardcore punk. La sua definizione deriva dal verbo to thrash (inglese per “battere, percuotere”). Il thrash metal trae le sue origini negli Stati Uniti, dalla fusione tra il classico metal e l’hardcore punk anglo-americano. I Judas Priest, già sul finire degli anni ’70, contribuirono a formare le radici del thrash. La band britannica compose pezzi di matrice speed metal come Exciter (Stained Class, 1978), le cui caratteristiche musicali contribuiranno, in seguito, alla nascita del genere. I  Motörhead furono un’altra band molto influente. Il gruppo di Lemmy Kilmister, come i Judas Priest, presentò brani veloci e robusti, ad esempio Overkill, tratto dall’album omonimo del 1979, il quale mette in luce anche un uso massiccio della doppia cassa. Lo stile pesante e veloce della band influì in maniera significativa sul genere. 

Le origini

Grazie alle band sopracitate, il thrash metal sorse nei primi anni Ottanta negli Stati Uniti, nella Bay Metropolitan Area della California. I primi fautori di questo genere sono i Megadeth, i Metallica, gli Slayer e gli Anthrax, che insieme formano il cosiddetto “The Big Four of Thrash”. I primi tre provengono dalla California, per esattezza gli Slayer da Los Angeles, Megadeth e Metallica da San Francisco, mentre gli Anthrax si originarono a New York. Lo stile musicale si diffonderà poi a macchia d’olio in tutto il Nord America, per poi arrivare in Europa e nell’America Latina. Il thrash inizia ad assumere i propri connotati con i Metallica e gli Slayer, i quali pubblicarono rispettivamente Kill’Em All e Show No Mercy nel 1983, dischi che iniziarono a manifestare un certo distacco stilistico dal classico heavy metal britannico. Poco dopo, si aggiungono gli Anthrax con Fistful of Metal (1984) e i Megadeth con Killing is my Business… And Business is Good!(1985).I lavori di questi gruppi presentano dei tratti comuni rappresentati da ritmiche taglienti e molto veloci (soprattutto per ciò che concerne i riffs di chitarra e i tempi di batteria) e da testi abbastanza grezzi e spontanei, che vanno dall’esaltazione quasi superomistica del metal (fino ad un certo gusto per l’horror e il satanismo.

L’ascesa

Con il passare del tempo, i quattro epigoni del genere iniziarono a diversificare il loro stile, rimanendo, comunque, inquadrabili in ambito thrash. I Metallica, con Ride the Lightning (1984) e Master of Puppets (1986), non solo riuscirono a guadagnare una fama a livello mondiale ma aprirono anche la strada a strutture sonore più complesse e a testi più introspettivi e delicati. I Megadeth con Peace Sells… But Who’s Buying? (1986), apportano composizioni caratterizzate da un alto livello tecnico. Accanto alle tematiche sataniste e gore, i Megadeth iniziarono a manifestare nei loro testi un impegno politico, nettamente più avvertibile nelle produzioni future. Gli Anthrax con Spreading the Disease (1985) e Among the Living (1987) conservarono uno stile musicale simile a quello del disco d’esordio, ma presentarono testi dal contenuto perlopiù umoristico, oltre che un abbigliamento fuori dai canoni dell’ heavy metal come pantaloncini corti e cappellini da baseball. Anche i loro show furono caratterizzati da una forte componente ironica, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Clown del Metal”.Gli Slayer, a differenza dei loro colleghi, estremizzarono notevolmente la propria musica. Già con l’EPHaunting the Chapel (1984), la band di Kerry King rinunciò completamente alle influenze NWOBHM contenute in Show No Mercy e le successive pubblicazioni Hell Awaits (1985) e Reign in Blood (1986), misero in luce un sound privo di fronzoli e decisamente più feroce di quello degli altri capofila, che contribuirà, successivamente, alla nascita del death metal, ove gli Slayer ebbero un grande ruolo di ispirazione.

L’apice

Fra gli altri gruppi più rappresentativi di questa corrente occorre ricordare gli Exodus. Questa band, conosciuta anche per aver ospitato Kirk Hammett prima del suo reclutamento nei Metallica, con il suo esordio Bonded by Blood (1985). I Testament, provenienti anche loro dalla Bay Area, sono un’altra formazione di spicco, i quali debuttarono nel 1987 con The Legacy e conquistarono notevoli consensi anche con il successivo The New Order (1988), dal quale emerge un suono caratterizzato dall’unione tra la voce possente di Chuck Billy e i virtuosismi del funambolico chitarrista Alex Skolnick. I newyorkesiOverkill sono autori nel 1986 del debutto Feel the Fire e successivamente di The Years of Decay (1989). Altre band da menzionare sono i Sadus, gruppo creato dal bassista virtuoso Steve DiGiorgio; poi ancora i Metal Church, i Sacred Reich, i Whiplash, i Forbidden.  In seguito, il Thrash metal uscì dai confini degli USA per diffondersi in tutto il mondo: in Canada erano già presenti gli Exciter, altri iniziatori del thrash metal, e si formarono gli Annihilator e i Voivod; in Brasile si distinsero i Sepultura.

In Europa, il thrash metal vide maggior proliferazione in Germania ove troviamo illustri formazioni come i Kreator, i Sodom, i Destruction, i Tankard e i Mekong Delta. Dalla Svizzera arrivano formazioni come Celtic Frost. Il culmine del thrash andrà man mano ad esaurirsi a partire dagli anni ’90, lasciando ultime e importanti testimonianze come …And Justice For All (1988) dei Metallica, Rust in Peace (1990) dei Megadeth, Seasons in the Abyss (1990) degli Slayer, Souls of Black (1990) dei TestamentHorrorscope (1991) degli Overkill e Arise (1991) dei Sepultura (quest’ultimo contribuirà anche alla nascita di uno dei tanti sottogeneri del Thrash Metal: si tratta del Groove Metal).

Il declino

Gli anni ’90, per il thrash metal hanno rappresentato anni di grandi cambiamenti, che hanno portato ad una forte battuta d’arresto del movimento. Gran parte è dovuto alle nuove tendenze musicali di allora, come il grunge di Nirvana, Soundgarden, Pearl Jam e Alice in Chains. L’enorme impatto di queste band venne fiutato da emittenti musicali come MTV e dalle major discografiche, che si disinteressarono al thrash, mettendolo sempre più da parte. Per ovviare a questa problematica, molti gruppi di questa corrente decisero di adattarsi ai trend del periodo, ricorrendo a drastici cambiamenti musicali.

Nel 1991 i Metallica danno alle stampe l’album omonimo (detto anche Black Album), il loro lavoro di maggior fortuna commerciale. Questo disco lasciò spiazzati molti fan, per via di sonorità molto lontane dal thrash e per la presenza di vere e proprie ballad come The Unforgiven e Nothing Else Matters. Il quartetto, da allora, divenne uno tra i musicisti rock più quotati del mainstream. La svolta dei Metallica venne seguita da altri gruppi storici del genere. Tra questi vi furono i Megadeth, che pubblicarono Countdown to Extinction (1992), album più orecchiabile rispetto ai precedenti che ebbe un ottimo riscontro ma non raggiunse i livelli del Black Album in termini di vendite. Anche i Testament, con The Ritual (1992), optarono per una strategia simile; ma la nuova formula adottata da Eric Peterson e soci, non ebbe la stessa fortuna dei Metallica e dei Megadeth e, oltre a provocare un forte contrasto dei loro fans, le vendite del disco si rivelarono fallimentari. Anche gli Anthrax diversificarono molto il loro sound per incorporare nella loro musica sonorità rapcore (un esempio è l’album Sound of White Noise.

Band come i Kreator seguirono invece altre strade. Con Renewal (1992) e Cause for Conflict (1995), Mille Petrozza e gli altri componenti sperimentarono stili come industrial metal, gothic rock e avantgarde, generando molte discussioni su queste scelte da loro attuate. I Sepultura si distanziarono dal thrash degli esordi con Roots (1996), favorendo sonorità alternative e ritmi tribali (queste caratteristiche erano parzialmente avvertibili già con il precedente Chaos A.D. del 1993). In definitiva ci fu chi, come i Metallica, si adeguò ai cambiamenti e chi non fu capace di innovare la propria musica, o sparì dalla scena musicale.

Il nuovo corso

Dopo un periodo “buio”, il thrash sembra essere tornato in auge alle soglie del 2000, anche se non ai livelli di quello che era negli anni ’80, e molte band che sperimentarono nuove sonorità sono tornate sui loro passi. I Kreator hanno ripreso un sound prettamente thrash arricchito con sonorità più moderne con Violent Revolution (2001). Gli Exodus, dopo anni di scioglimento, sono tornati alla ribalta con Tempo of the Damned (2004); gli Annihilator, dopo esperimenti più commerciali con Set the World on Fire (1993) e King of the Kill (1994), ripresentarono le loro vecchie sonorità con Carnival Diablos (2001); i Testament con The Gathering (1999) esprimono parzialmente i vecchi stilemi degli esordi. Anche i Metallica hanno riacquisito nella loro musica alcune vaghe sonorità thrash del passato con il nuovo album Death Magnetic. Anche i Megadeth ritornano a sonorità parzialmente thrash con l’album United Abominations (2007) e Endgame (2009).

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