GENERE: HEAVY METAL

HEAVY METAL – STORIA DEL GENERE

L’ heavy metal (letteralmente “metallo pesante”, spesso abbreviato in metal) è un genere di musica rock. Derivante dall’hard rock, è caratterizzato da ritmi fortemente aggressivi e da un suono potente, ottenuto attraverso l’enfatizzazione dell’amplificazione e della distorsione delle chitarre, dei bassi, e, spesso, persino delle voci. Le tematiche musicali sono spesso definite come oniriche, rabbiose, violente o tetre.  Il metal è uno dei generi più imponenti e diversificati della storia del rock: nel corso degli anni si è formato uno sterminato panorama underground metal, che comprende un numero incalcolabile di band che non vengono ammesse (o non si vogliono far ammettere) nei meccanismi musicali ufficiali. 

Il termine heavy metal, corrispondente all’italiano “metallo pesante”, assume un significato figurato particolare e lievemente differente rispetto al concetto etimologico; difatti, come è possibile notare nelle riviste di settore automobilistico, spesso ci si riferisce ad esso come all’insieme delle parti di un motore di auto o moto; anche per questo spesso il termine è gergalmente (talvolta in modo spregiativo) riferito a generiche fragorose parti di ferro, o acciaio, in movimento, come noi ad esempio diremmo ferraglia. Il significato figurato è (dai dizionari) tradotto con materiale duro ad indicare il carattere di una persona, come diremmo noi un duro tutto d’un pezzo. Oggigiorno il termine è comunemente riferito principalmente al genere musicale molto fragoroso e duro, quasi a voler riassumere le due interpretazioni.

L’uso di quest’espressione in riferimento a un genere musicale è incerta e pare che risalga alla stampa statunitense della fine degli anni settanta. Una possibile ispirazione potrebbe essere derivata dalla canzone Born to Be Wild degli Steppenwolf, pubblicata nell’omonimo album del 1968Steppenwolf e inclusa nella colonna sonora del film Easy Rider. In questo brano compare la frase “heavy metal thunder” (“tuono sferragliante”) con riferimento al rombo della ferraglia delle moto bicilindriche usate dai riders, le Harley Davidson.

 Un primo uso letterario del termine risale allo scrittore della controculturaWilliam S. Burroughs. Nel suo racconto del 1962La macchina morbida (nell’originale Soft Machine) Burroughs introdusse il personaggio di “Uranian Willy, the heavy metal kid” (“Uranian Willy, il ragazzo di metallo pesante”). Nel suo successivo romanzo del 1964, intitolato Nova Express, heavy metal appare invece come metafora delle sostanze stupefacenti. 

Molti dei primi gruppi antesignani dell’ heavy metal, tra cui spiccano i nomi dei Led Zeppelin, dei Deep Purple, dei The Move, dei Blue Öyster Cult e dei Black Sabbath, ebbero origine negli anni sessanta a Birmingham, importante centro industriale inglese. Alcune biografie dei The Move affermano che l’espressione derivi direttamente dai “pesanti” riff di chitarra della band, uniti all’espressione metal midlands con cui veniva identificata la zona di Birmingham.

La parola heavy era entrata nel gergo beat qualche tempo prima, ma il riferimento alla heavy music (una versione più lenta ed amplificata della musica pop) era tuttavia già comune. Secondo molti critici, due gruppi che si possono considerare davvero fra i “fondatori” dell’ heavy metal sono i Black Sabbath e i Judas Priest. I primi debuttarono nel 1969, e già nei primi album sono identificabili i tratti distintivi della vera musica heavy, ( album come Paranoid del 1970 e soprattutto Master of Reality del 1971, le cui sonorità heavy e i riff di Tony Iommi ispireranno molta musica metal anni ’80, in particolare il Doom Metal). I secondi debuttano a metà degli anni settanta e il loro secondo album, Sad Wings of Destiny del 1976, è definito dagli esperti del settore come la prima produzione di heavy metal vero e proprio.

L’espressione “heavy metal” entrò comunque nell’uso comune soprattutto alla fine del decennio con la cosiddetta New Wave of British Heavy Metal a cui appartengono, per esempio, band come gli Iron Maiden, i Venom e i Saxon. Fu dagli anni Ottanta in poi che l’ heavy metal si delineò come vera e propria realtà musicale a sé stante. Dopo la “New Wave” britannica, il maggior fenomeno che riguardò il metal (così comunemente abbreviato) fu la nascita di numerosi sottogeneri, spesso di non facile identificazione; i più famosi di questi sono il doom metal, il thrash metal, il power metal, il black metal e il death metal, da cui nacquero, col tempo, una schiera di ulteriori sottogeneri.

Dal rock all’ heavy metal 

Si può ritenereche la nascita del rock sia proprio da associarsi all’introduzione massiccia di strumenti e amplificazione elettrici, e all’opera di sperimentazione artistica e intellettuale degli artisti che si occuparono di esplorare le nuove possibilità offerte da questa evoluzione tecnologica. Il passaggio alla chitarra elettrica, in particolare, ebbe influenza anche sugli altri strumenti; mentre la batteriablues era spesso costituita da pochi elementi, quella rock tende a essere più ricca e dotata di componenti più voluminosi, in grado di tenere il passo con l’aumentata potenza della chitarra; al tempo stesso, i batteristi iniziano ad utilizzare tecniche che pongono maggiore enfasi sull’aggressività e incisività dei suoni e dei ritmi. Persino i cantanti rock, affidandosi all’amplificazione, riescono ad esplorare nuove frontiere sonore, dal sussurro alla distorsione artificiale della voce, diventando spesso più stilizzati e drammatici dei loro predecessori blues.

La musica heavy metal appare concettualmente alla fine di questo percorso di potenziamento tecnico e tecnologico del suono. Le sue origini si devono sicuramente cercare nel Regno Unito (forse nei dintorni di Birmingham) verso la fine degli anni sessanta, quando, evolvendo dal sound Progressive Rock dei Genesis e degli Yes (capostipiti di un lungo filone comprendente The Police, REO Speedwagon, Ultravox, ed altri), UK, Jethro Tull, Asia, Emerson Lake and Palmer e simili e del Southern Rock (38 Special), si affermarono gruppi di rottura, gruppi come i Led Zeppelin e i Black Sabbath. Essi trasformarono il blues in una forma di rock molto “duro”. 

Questi gruppi erano certamente influenzati anche dal rock psichedelico e da artisti come Jimi Hendrix, pioniere e grande sperimentatore, padre della chitarra elettrica moderna così come essa viene concepita nel rock in genere. Altre influenze comprendono i primi rocker britannici come The Who e The Kinks, che spianarono la strada al futuro stile “metal”, grazie all’introduzione dei power chords e di percussioni più aggressive (Keith Moon è annoverato da molti come uno dei padrini della batteria hard rock ed heavy metal).

Relazioni tra hard rock ed heavy metal

Durante gli anni settanta, l’hard rock ha posto le basi per lo sviluppo di un nuovo genere di musica da esso derivante, conosciuto come heavy metal, con sonorità generalmente più dure e distorte. Questo nuovo stile ha generato dibattiti e polemiche riguardanti la classificazione dei gruppi dei due rispettivi generi. Le discussioni si sono spesso concentrate intorno al quesito “questi gruppi sono catalogabili come hard rock o heavy metal?”. Come per tutte le forme d’arte, la musica ha molti esempi ibridi, incroci, o gruppi ai limiti dei generi che possono essere classificati in più di una categoria. Tuttavia, le distinzioni fra hard rock ed heavy metal, se presenti, sono solitamente sottili. In questo senso è bene specificare che non tutto l’hard rock è catalogabile nell’ heavy metal, ma solo una parte di questo.

Un esempio celebre di queste divergenze-affinità è il sottogenere dell’ heavy metal nato negli anni ottanta con il nome hair metal. Questo stile subì l’influenza da entrambi gli stili, heavy metal e hard rock. Tuttavia questo genere viene spesso considerato erroneamente solo hard rock e quindi al di fuori dalla classificazione di heavy metal, non prendendone in considerazione gli evidenti elementi caratteristici, seppur con tratti più melodici. Esistendo quindi delle evidenti relazioni tra hard rock ed heavy metal, molti gruppi possono essere riconosciuti come appartenenti ad entrambi i generi. Per questa ragione fu coniato il termine “hard & heavy“, nato per definire quelle band che riscontravano influenze e affinità provenienti da entrambi gli stili.

Storia del genere

La storia dell’ heavy metal alla fine degli anni settanta è tuttora molto dibattuta tra gli storici della musica. Mentre band come i Blue Öyster Cult raggiunsero in quel periodo un moderato successo, altri gruppi concentrano invece l’attenzione sull’arrivo di influenze classiche, presenti nel lavoro di Eddie Van Halen o di Randy Rhoads, pionieri del heavy metal di stampo virtuosistico e neoclassico; anche perché la storia dell’ heavy metal successivamente verrà sviluppata anche in questo senso. Altri ancora sottolineano le influenze reciproche che, verso la fine degli anni settanta, si scambiarono l’ heavy metal e il punk rock, culminando nella famosa New Wave of British Heavy Metal dei primi anni ottanta, guidata da band come i già citati Saxon o gli Iron Maiden. In realtà va detto che l’influenza del punk rock sul nascente heavy metal non deve essere interpretata in modo diretto: quello che accomunava le band di entrambi i generi era la povertà di mezzi in modo da alimentare la scena al di fuori della stampa e dei media “ufficiali”. Si ipotizzò inoltre che la NWOBHM, connotando uno stile generalmente più aggressivo, duro e diretto, si ispirò proprio al punk rock per queste caratteristiche che lo distinguevano dall’ondata di heavy metal precedente.

Anche l’abbigliamento punk influenzò in parte l’ heavy metal (anche se vi è dibattito su questo, dato che era già usato dai Judas Priest a metà anni settanta), che ereditò l’uso di borchie e indumenti di pelle. Successivamente, negli anni ottanta, si può dire che l’hardcore punk abbia influito notevolmente sullo sviluppo dell’evoluzione dell’ heavy metal e, in particolar modo sul metal estremo. L’hardcore punk infatti fu fonte di ispirazione soprattutto per le band thrash metal che ne presero alcune caratteristiche unendole all’ heavy metal fortemente ispirato alla NWOBHM.

Lo stesso Cliff Burton dei Metallica (un gruppo che si collocò al vertice della nascente scena thrash metal) dichiarava di essere stato influenzato dal punk, specialmente da gruppi come i Misfits; così come altri componenti della stessa band. Da notare come i loro gruppi preferiti Venom e Motorhead avessero più di un legame col punk (Conrad Lant dei Venom suonava in un gruppo punk e Lemmy Kilmister frequentava regolarmente la scena punk e tentò anche di insegnare a suonare il basso a Sid Vicious).

Anche Jeff Hanneman degli Slayer è noto per la sua grande ammirazione nei confronti dell’hardcore punk. In gioventù ascoltava soprattutto gruppi come Exploited, Verbal Abuse, Charged GBH, Black Flag, Minor Threat, e molto meno band classificabili come heavy metal. Le influenze di Hanneman contribuirono molto a delineare lo stile per cui la sua band è conosciuta. Un altro elemento che può dimostrare l’affinità tra i due generi fu lo sviluppo del punk metal, sempre durante la prima metà degli anni ottanta. Il genere fondeva il thrash metal (già in parte influenzato dall’hardcore) e l’hardcore punk. Per il resto, altri gruppi punk rock e gruppi heavy metal perseguivano ideali musicali contrapposti. Inoltre, se per i primi il suono grezzo e specialmente le carenze tecniche facevano parte di una sorta di “ribellione” verso la società, i gruppi heavy metal da subito si distinsero per una notevole capacità tecnica strumentale.

Come continua evoluzione si vennero a creare una serie di “nuovi” generi di heavy metal come il death metal o il black metal. L’esplosione del virtuosismo alla chitarra elettrica (di cui Jimi Hendrix era stato un pioniere già una generazione prima) fu portata all’apice da Eddie Van Halen (anche se il primo ad inserire numeri funambolici nella musica hard & heavy è considerato Ritchie Blackmore dei Deep Purple). Molti considerano il suo assolo in Eruption (sull’album Van Halen del 1978) una pietra miliare del genere. Il già citato Ritchie Blackmore, Randy Rhoads (chitarrista di Quiet Riot e Ozzy Osbourne) e Yngwie Malmsteen rinforzarono questo legame fra l’ heavy metal e la tecnica chitarristica, cimentandosi persino con la chitarra classica durante i loro concerti. 

L’interesse per il virtuosismo tecnico si percepisce già meno nella musica di Ronnie James Dio (che per un certo periodo fu cantante nei Black Sabbath), dei Judas Priest, degli Iron Maiden o dei meno popolari Aria e Pokolgép. Questi gruppi potrebbero rappresentare il limite ultimo dell’ heavy metal tradizionale, che prosegue lungo la via tracciata dai “grandi padri” (Hendrix, Black Sabbath, Led Zeppelin e Deep Purple e con le dovute proporzioni lo stesso Bach). Dopo gli Iron Maiden, l’ heavy metal giunse a forzare il limite della potenza e violenza sonora in sotto-generi come thrash metal, speed metal, black metal e death metal.

Tematiche

L’ heavy metal, come forma d’arte, non è fatto di sola musica; gli aspetti visivi sono spesso altrettanto importanti di quelli sonori. Se di un quadro si fa esperienza con la vista, e di una sinfonia con l’udito, nel caso delle band heavy metal l’immagine del gruppo, e i temi ricorrenti nella loro musica, sono rappresentati in forma “multimediale”, oltre che dalla musica stessa, anche dalle copertine degli album, dalla scenografia e coreografia degli spettacoli, dai costumi di scena, dallo stile e dai contenuti dei testi. All’ heavy metal contribuiscono diverse tipologie di artisti, facendo di questo genere una forma d’arte complessa e non limitata a un unico canale di comunicazione. Gli storici del rock hanno spesso osservato come il metal erediti da altri generi musicali lo stesso elemento di fuga dalla realtà, spesso caratterizzato da connotazioni molto differenti fra loro ma portatrici di una medesima astrattezza.

È quindi facile comprendere la grande differenza che le liriche heavy metal hanno con quelle degli altri generi musicali; un interessante parallelismo può essere fatto con il Blues (solo per fare un esempio) che, invece di trattare tematiche attinenti al fantasy, all’esoterismo, alla tribalità, etc., tende ad affrontare i temi della “dura realtà”, come la perdita, la depressione e la solitudine in modo meno metaforico. Nel metal sono piuttosto comuni i temi di natura esoterica, la battaglia e lo scontro continuo fra le forze del bene e del male, le lotte per il potere ed i toni apocalittici; un linguaggio fantastico che permette di trattare metaforicamente le durezze della vita reale senza ricercarne una rappresentazione realistica come avviene invece nel blues. Inoltre, il progenitore del metal, l’hard rock, tendenzialmente si opponeva alla cultura hippie “peace and love” degli anni sessanta, presentandosi come una forma di vera e propria controcultura; caratteristica ereditata, in buona parte, anche dal metal moderno. La luce è sostituita dall’oscurità, l’ottimismo dal cinismo e dalla disperazione, in alcuni casi si arriva a trattare di satanismo (black metal) e, in contrapposizione, di cristianesimo (white metal), rendendo il messaggio portato dal brano, ancora più profondo e penetrante dal punto di vista personale ed interiore.

Le caratteristiche apertamente anticristiane e demoniache di alcune band appartenenti, per lo più, alla scena black metal e thrash metal (per esempio Burzum e gli Slayer) hanno portato numerose critiche al metal in generale, più volte accusato di essere diseducativo, blasfemo, o addirittura semplicemente “malvagio”; per la maggior parte dei fan, però, l’immaginario del “male” non costituisce il messaggio dell’ heavy metal, ma solo il mezzo espressivo utilizzato da alcuni gruppi. Da questo punto di vista è utile notare che, in molti casi, l’aspetto diabolico/malvagio delle immagini utilizzate dai gruppi heavy metal ha una connotazione esplicitamente autoironica. I temi dell’ heavy metal sono tipicamente più angoscianti di quelli della musica pop degli anni cinquanta, sessanta o settanta. Escludendo il filone demoniaco/diabolico, fra i temi più frequenti si trovano la guerra, la catastrofe nucleare, la distruzione dell’ambiente, la propaganda politica e religiosa, ispirati indubbiamente dalla situazione globale odierna. War Pigs dei Black Sabbath, Killer of Giants di Ozzy Osbourne, Soldier Side dei System of a Down e Holy Wars dei Megadeth sono esempi di brani di protesta rispetto alla cultura della guerra e dell’imperialismo mentre brani come Read Between The Lies degli Slayer e Church’s Black Book dei Necrodeath mettono in luce la loro ostilità contro le religioni organizzate.

Per alcuni questo genere di critica ad aspetti della cultura dominante dei nostri tempi rimane, di norma, ad un livello piuttosto semplicistico, poiché il vocabolario fantastico ed epico della poetica heavy metal, capace soprattutto di rappresentare nette dicotomie fra luce e oscurità, bene e male, speranza e disperazione, non offrono molti spunti per analizzare le sfumature; per altri nasce da un bisogno generazionale di comprensione, più chiara di una realtà generale sempre più complessa che, in molti casi, viene alterata da alcune forze politico/economiche, ingannando la gente sulle reali intenzioni di una classe dominante sempre più forte e distante dagli interessi del popolo. Il glam metal costituisce un caso particolare, poiché il tema dell’amore, che appare in modo occasionale in quasi tutto il metal, risulta predominante. Si può sostenere che questo genere costituisca il punto di arrivo del movimento del glam rockanni settanta; infatti le analogie sono molte e includono la cura dell’aspetto fisico, i costumi di scena e altri elementi del genere di origine.

Il glam rock, oltretutto, utilizzava principalmente temi e immagini legati alla sessualità, caratteristiche poi tramandate anche al suo discendente. In definitiva, l’ heavy metal “puro” si posiziona sempre ai confini della cultura pop, mai al centro, e lo spostamento verso il centro del glam metal, secondo i critici, si deve considerare come una mossa eseguita per fini commerciali. Tale scelta, però, ebbe conseguenze negative sull’integrità artistica dei gruppi che scelsero questa strada e, di conseguenza, sulla credibilità del loro messaggio complessivo.

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