Archivio per gennaio, 2011

Arctic Bay 73° N – L’insediamento Inuit detto “cavità”

Arctic Bay è un insediamento Inuit situato nella parte settentrionale della Penisola Borden sull’Isola di Baffin, nella Regione di Qikiqtaaluk del Nunavut, in Canada. Secondo i dati del censimento del 2006 gli abitanti erano 690. Sempre secondo questi dati, la popolazione è aumentata del 6,8% rispetto al rilevamento del 2001. Le lingua principali sono l’inuktitut e l’inglese. La regione di Arctic Bay fu per la prima volta occupata circa 5.000 anni fa, da tribù nomadi di Inuit che si stavano trasferendo dalle regioni occidentali. Nel 1872, una baleniera europea, la Arctic, capitanata da Willie Adams, passò per questa regione, dando all’insediamento il nome attuale. Il termine Inuit per Arctic Bay è “Ikpiarjuk“, che in italiano significa “cavità”. Questo nome descrive le alte colline che sovrastano la baia ormai asciutta. Verso sudest invece si erge la montagna King George V, che domina il paesaggio dell’insediamento.

La comunità è servita da una fornitura annuale di cargo per le merci, e anche dall’Arctic Bay Airport nei casi di emergenza. Esiste inoltre una strada che collega il paese a Nanisivik, una comunità mineraria che ormai ha cessato di produrre materie prime. I cittadini hanno sperato di poter usufruire delle infrastrutture provenienti da Nanisivik per migliorare la propria condizione, ma tutto è stato inutile per la contaminazione della zona da zinco. Comunque nell’aprile del 2007 si è proceduto allo spostamento di una chiesa da Nanisivik ad Arctic Bay.

Voli regolari da e per Arctic Bay passano attraverso il Nanisivik Airport. Attualmente tali voli sono gestiti dalla First Air, con partenze da Iqaluit e da Resolute. La comunità ha una propria scuola, la Inuujaq School, che conta circa 200 studenti. La zona è popolare fra i cacciatori di orsi polari, sebbene vi siano sempre di più norme restrittive a riguardo. L’attuale sindaco è Andrew Taqtu, noto per la sua preferenza a conservare le antiche tradizioni di caccia, come mostrato anche dal film della BBC A Boy Among Polar Bears. Arctic Bay è sede anche dell’annuale Nunavut Midnight Sun Marathon, una delle competizioni sportive più a nord del mondo. Nella zona di Arctic Bay c’è la minor marea di tutto il Canada.

La Inuujaq school è la scuola principale della regione, con classi per tutte le età. Esiste anche l’Arctic College, dove viene insegnato il Nunavut Teachers Education Program (NTEP), sistema educativo per insegnanti del Nunavut. Dato che gli unici estranei alla comunità sono gli uomini del personale governativo, la rappresentanza studentesca è quasi interamente Inuit e la prima lingua parlata è l’Inuktitut.

La Inuujaq School nel marzo 2006 ha stretto rapporti con la YMCA di Toronto, per un progetto di scambio culturale. Ogni anno quindici bambini e due adulti da Ikpiarjuk viaggiano a Toronto per un soggiorno di una settimana. Poi, 15 persone di Toronto si spostano a Ikpiarjuk per nove giorni fra la cultura e la civiltà Inuit. Mentre gli studenti ad Arctic Bay prendono confidenza con la pesca e con il sole di mezzanotte, gli studenti a Toronto viaggiano per l’Ontario visitando anche la CN Tower, la Hockey Hall of Fame e le Cascate del Niagara.

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ONDATA DI FREDDO RECORD: Dicembre 2009

Pubblicato: 10 gennaio 2011 in Meteorologia

Ondata di Freddo Record – Dicembre 2009

Il mese di dicembre 2009, in particolare la seconda decade, saranno ricordati per una delle più intense ondate di freddo avvenute in questo periodo. L’eccezionalità di questa ondata, non va ricercata negli estremi delle temperature registrati in questo periodo, ma nell’estensione che ha avuto.Grazie a un forte riscaldamento in stratosfera il polo nord si divide in due lobi, che si vanno a posizionare uno in corrispondenza della penisola di Kola, in Russia e l’altro sull’Isola Baffin, in Canada. A metà tra i due lobi si innalza un forte anticiclone, con massimo barico sull’Islanda. Grazie a questo anticiclone l’aria atlantica non riesce più a penetrare in Europa, favorendo così la discesa di aria artica dalla Russia. Alle latitudini mediterranee si forma un minimo tra il mar Ionio e il mar Egeo, che favorisce durante la giornata del 13 dicembre un’irruzione di aria fredda siberiana, che aprirà la strada ad una seconda discesa artica, tra il 18 e il 19 dicembre. In seguito a questa irruzione si assiste ad un crollo dei geopotenziali, con il valore di 552 dam che si porta fin sull’Africa Settentrionale. L’aria che arriva sull’Italia e sul Mediterraneo è per definizione artico-continentale, la più fredda che può essere apportata. Una caratteristica di questo tipo di aria è quella di presentare valori di temperatura molto bassi, sia a bassa che ad alta quota, un freddo che si propaga molto rapidamente al suolo con le precipitazioni, che forma in breve tempo una marcata escursione termica.

16-17 dicembre, prime nevicate in Toscana

Durante la giornata del 16 dicembre si ha una piccola entrata dell’aria fredda dalla porta della Bora, anche se l’obbiettivo principale dell’ondata è la porta del Rodano, a ovest delle Alpi. Questa situazione favorisce la formazione di un minimo sul mar Ligure che favorisce l’entrata dell’aria fredda, causando le prime piccole nevicate in pianura, in particolare nelle pianure interne e costiere della Toscana durante la giornata del 17 dicembre.Gli accumuli che si sono avuti nella regione, durante questa prima fase sono sui 5 cm per quanto riguarda le pianure interne e le colline, e di pochi cm o neve senza accumulo in città vicine alla costa come Pisa.

18-19 dicembre 2009, la nevicata più estesa degli ultimi 20 anni

La seconda irruzione fredda avviene durante la giornata del 18 dicembre. Una perturbazione fredda raggiunge la Francia, e ciò permette la formazione di una struttura depressionaria sul mar Ligure, che permette, come nella precedente irruzione, l’entrata di aria dalla porta del Rodano.Questa volta però l’aria è più fredda, il minimo barico è più profondo e le temperature a 500 hpa (circa 5200 metri) hanno valori estremamente bassi (fino a -38 °C), questo mix favorisce quella che viene definita come la più grande nevicata degli ultimi 20 anni, infatti vengono imbiancate tutte le regioni del nord, insieme alla Toscana centro-settentrionale, la Liguria e l’Umbria, con una superficie che raggiunge quasi il 40 % del territorio italiano.La neve inizia a cadere la sera del 18 dicembre e continua fino alla mattina del 19 dicembre, quando le precipitazioni vanno pian piano a esaurirsi.Gli accumuli in pianura variano, si hanno 10 cm a Milano, 30 a Mantova, 10 a Firenze, 25 a Pistoia e fino a 25 in Veneto, accumuli simili si hanno in tutte le regioni colpite dall’ondata. Durante l’irruzione fredda, il 18 dicembre 2009, a Busa di Manna in Trentino-Alto Adige, viene registrata la più bassa temperatura mai rilevata, vengono infatti rilevati -47 °C, valore mai raggiunto in precedenza in Italia.

20 dicembre, la gelata più forte degli ultimi 15 anni

In seguito alle nevicate dei giorni precedenti, si ha avuto una forte escursione termica che combinata all’effetto Albedo, ha fatto registrare in pianura, valori di temperatura estremamente bassi, a Como e Varese -16 °C, a Milano, Cuneo e Verona si sono raggiunti -14 °C, a Torino -13 °C, a Treviso e Venezia -11 °C, a Bologna, Novara, Udine e Firenze -10 °C. Le temperature, in queste città, rimasero sottozero tutto il giorno, e solo in alcuni casi furono registrati valori superiori a 0 °C, e quindi si ebbe in molte parti d’Italia un giorno di ghiaccio. Il persistere di queste temperature favorì la creazione di un cuscinetto di aria fredda, in modo che se avviene un riscaldamento ad alta quota, a bassa quota si ha il persistere di temperature basse, che possono permettere ulteriori nevicate.

21-23 dicembre, nevicate intense e il fenomeno della pioggia ghiacciata

Il 21 dicembre, dopo che si è formato il cuscinetto di aria fredda, avviene che aria calda e umida, proveniente da sud, investe le regioni italiane, provocando da primo leggere nevicate la mattina sulla Toscana, e passando sulla pianura padana per causare una delle più intense nevicate per quanto riguarda alcune zone del nord. Durante la giornata del 21 dicembre hanno accumuli infatti che superano i 40 cm a Como, tra i 30 e i 40 cm a Milano, Bergamo, Varese, da 20 a 30 cm sulla bassa pianura padana, e fino a 20 cm sul Piemonte. Durante la giornata del 22 dicembre si ha avuto un netto riscaldamento sulle Alpi, mentre alcune zone della pianura padana registrano ancora massime inferiori a 0 °C, basta pensare che a Livigno la massima è di 2.5 °C. Nella notte tra il 22 e il 23 dicembre, a causa dell’aria calda e umida ad alte quote, e fredda a basse quote, si ha il fenomeno della pioggia che gela. In alcune città della Lombardia e della Liguria, si hanno precipitazioni sotto forma di pioggia con temperature sottozero, e a causa di ciò, quando la pioggia tocca l’asfalto essa gela immediatamente, causando molti disagi alla gente e molti incidenti tra auto.

Questa ondata di freddo si è rilevata una delle più possenti degli ultimi anni per quanto riguarda l’intera Europa, con temperature pomeridiane che non superavano i -30 °C in Russia, i -15 °C in Germania e 0 °C in Italia. Durante l’ondata sono stati registrati alcuni fatti degni di rilevanza:

  • La temperatura più bassa di sempre in Italia, con -47 °C in Trentino-Alto Adige;
  • Il 19 dicembre la nevicata più estesa degli ultimi 20 anni, la neve infatti ha coperto il 40 % del territorio italiano;
  • Il 20 dicembre la più forte gelata degli ultimi 15 anni, con alcuni record storici di dicembre battuti;
  • Il 21 dicembre una delle nevicate più intense degli ultimi anni al nord.