ANTICICLONE SCANDINAVO: L’alta pressione del Nord

Pubblicato: 14 dicembre 2010 in Meteorologia

Anticiclone Scandinavo – L’alta pressione del Nord

L’anticiclone scandinavo è una struttura di alta pressione dinamica che si localizza nell’area dell’Europa settentrionale attorno alla Scandinavia. L’anticiclone scandinavo trae origine dal prolungamento dell’anticiclone delle Azzorre, a seguito della sua estensione verso l’Oceano Atlantico settentrionale, il Mare del Nord e la Penisola scandinava fino al Circolo Polare Artico. Se viene a formarsi una lacuna barica nel Mare del Nord (a ovest della Norvegia o tra le coste norvegesi sud-occidentali e quelle britanniche nord-orientali) durante lo stazionamento dell’alta pressione delle Azzorre nella suddetta configurazione, la possente ed estesa struttura anticiclonica tende a fratturarsi in due distinte aree di alta pressione: l’area sud-occidentale principale, l’anticiclone delle Azzorre, inizia a ritirarsi verso l’Oceano Atlantico, mentre quella nord-orientale di neogenesi, l’anticiclone scandinavo, si posiziona nell’area attorno alla Scandinavia, creando una situazione di blocco nell’Europa settentrionale.

La formazione di questa area anticiclonica dinamica richiama, per certi versi, il fenomeno del cut off delle aree di bassa pressione. L’anticiclone scandinavo si forma, generalmente, nei mesi invernali e, con minore probabilità, in alcuni periodi delle stagioni primaverili ed autunnali; più rara, ma non impossibile, una sua presenza durante l’estate. Nei mesi freddi dell’anno, l’anticiclone scandinavo determina la discesa di aria fredda verso i paesi dell’Europa centro-orientale, da dove entra nel Mediterraneo prevalentemente attraverso la porta della bora, con conseguente diminuzione delle temperature sull’Italia e tempo generalmente nevoso anche a quote molto basse lungo i rilievi alpini settentrionali, lungo il versante appenninico orientale, sulle aree del medio-basso Adriatico e al Sud peninsulare (l’Italia settentrionale e le regioni del medio-alto versante tirrenico vedono generalmente cieli sereni con venti forti del primo quadrante).

Nei mesi caldi dell’anno, la presenza dell’anticiclone scandinavo, seppur più rara, determina tempo stabile e temperature molto elevate nell’Europa settentrionale (prossime ai 35 °C di massima ma con elevata escursione termica giornaliera) e la discesa di aria fresca nelle medesime zone dell’Europa centro-orientale e meridionale dove, però, tende ad accentuare i fenomeni temporaleschi termoconvettivi nelle ore pomeridiane e serali, portando moderate e temporanee diminuzioni di temperatura soltanto in concomitanza e nelle aree interessate dalle precipitazioni.

Sia nei mesi freddi che in quelli caldi, risultano minime le probabilità in cui l’aria fredda, sospinta dall’anticiclone scandinavo verso il Mediterraneo, possa entrare attraverso la porta del Rodano. In tal caso si verificherebbe una conseguente ciclogenesi sui mari ad ovest della penisola italiana che determinerebbe nevicate a quote molto basse anche sui versanti occidentali italiani durante la stagione invernali e tempo perturbato con intensi e diffusi rovesci di pioggia nelle altre stagioni.

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