ISOLE KERGUELEN: L’isola della desolazione

Pubblicato: 6 dicembre 2010 in Località Estreme

Isole Kerguelen 46° S – L’Isola della desolazione

Le Isole Kerguelen sono un arcipelago dell’Oceano Indiano meridionale. Appartengono alla Francia e fanno parte dei territori australi e antartici francesi, con le Isole Crozet, l’isola Amsterdam, la minuscola isola Saint Paul e la Terra Adelia, in Antartide. L’isola principale, chiamata “Isola della Desolazione“, ha una superficie di 6.675 km² (terza isola francese per dimensione dopo Nuova Caledonia e Corsica) ed è circondata da circa trecento affioramenti minori (vale a dire scogli e isolotti) per altri 540 km²; l’arcipelago ha quindi una superficie complessiva di 7.215 km². Il punto più elevato dell’Isola della Desolazione è la cima del Monte Ross, a 1.840 metri sul livello del mare. La parte meridionale dell’isola è coperta da una calotta permanente di ghiaccio detta cupola di Cook.

Dai dati dell’Istituto Polare Francese, la temperatura media invernale è di 2 °C mentre quella estiva di 7 °C; il clima quindi è di tipo freddo con frequenti irruzioni polari tra giugno e Settembre ma con venti molto impetuosi e spesso freddi (150-200 km/h) anche durante i mesi “estivi” di Novembre-Marzo. I mari sono mediamente molto mossi. Il clima è condizionato dalle irruzioni di venti artici con foschie, piogge frequenti e possibilità di nevicate in tutte le stagioni. Il vento spira pressoché costantemente da Ovest verso Est. Il fatto che l’isola sia molto ventosa impedisce la crescita di alberi ed il paesaggio si caratterizza per la presenza di vaste praterie, pareti rocciose e qualche laghetto o corso d’acqua a carattere torrentizio. Le coste sono scoscese e frastagliate e si caratterizzano per la presenza di numerosi fiordi. L’arcipelago è collegato alla Platea delle Kerguelen, un vasto altipiano sottomarino.

La colonizzazione umana ha danneggiato in modo gravissimo la biodiversità delle Kerguelen, specialmente con la caccia alle foche e la pesca di cetacei australi (balene). La fauna endemica attuale è rappresentata essenzialmente da uccelli migratori, elefanti marini e varie specie di pinguini. Sono presenti tuttavia molti animali europei che, introdotti nel XIX secolo, hanno alterato profondamente l’ambiente; spiccano in particolare conigli, ratti e gatti. Questi ultimi, introdotti per cacciare i ratti, hanno finito per inselvatichirsi, arrecando gravi danni ai nidiacei degli uccelli marini. Sono state inoltre immesse renne, che si alimentano a carico delle estensioni di licheni, e trote nei ruscelli.

Le regioni costiere più o meno pianeggianti fino ad una quota di circa 50 m (cinquanta), se non totalmente rocciose possono essere coperte da un basso manto erboso, classificabile come tundra; più in alto dove il suolo è prevalentemente roccioso la vegetazione è invece molto rara, limitata a ciuffi d’erba, muschi e licheni. Sull’isola non esistono alberi o arbusti. Nonostante questo sono stati trovati in sedimenti geologici resti fossili di tronchi d’albero della famiglia delle Araucariaceae, questo fa pensare che il clima in epoche geologiche passate possa essere stato più caldo che l’attuale.

In origine la vegetazione predominante a bassa altitudine era quasi esclusivamente composta dal “prato ad azorella” in strato piuttosto spesso e continuo, all’interno del quale erano sparsi esemplari del famoso “Cavolo delle Kerguelen”, Pringlea antiscorbutica. Il prato ad Azorella era una vegetazione a tappeto, cioè continua e ricoprente, in strati, cresciuti anno dopo anno di notevole spessore. La Lyallia kerguelensis, la sola specie botanica strettamente endemica dell’Arcipelago, ha un portamento ricoprente del tutto analogo. I tappeti continui di Azorella e Lyallia potevano superare il metro di spessore. Camminare in tale ambiente fu incredibilmente difficile, e tale condizione rendeva estremamente ostile l’ambiente alla esplorazione umana. Per altri aspetti il morbido e spesso strato di vegetale costituiva un rifugio ideale per uccelli marini, e con l’avvento della prima breve colonizzazione umana, anche materia prima per costituire ripari ed isolamento termico delle baracche.

Con la colonizzazione umana però furono introdotti i conigli. L’introduzione dei conigli, erbivori, fu devastante; i conigli distrussero in ampia parte la vegetazione erbacea. La vegetazione fu sostituita da un prato mono-specie costituita da Acaena ascendens (Rosaceae). I tappeti ad Azorella ed a Lyallia sono ancora presenti dove è evitata la presenza dei conigli. Anche la presenza della Pringlea antiscorbutica, di certo il più noto vegetale delle Kerguelen fu messa in discussione allo stesso modo, ed attualmente la riproduzione della Pringlea è anche messa in discussione dalla presenza dei topi, anche loro introdotti dalla colonizzazione, che predano i semi. Dato il clima molto piovoso ed umido sono presenti dappertutto nelle zone planiziali, ma soprattutto lungo i ruscelli, larghe fasce di muschi che non sempre sono basati sul suolo, ma più spesso su sabbie mobili, fango, o fondi acquitrinosi, che spesso costituiscono delle autentiche trappole per chi si sposta a piedi.

L’isola ospita alcune decine di scienziati (soprattutto sismologi e meteorologi) che lavorano per spedizioni scientifiche attive sin dal 1949. La loro permanenza è normalmente stagionale, ma alcuni vi vivono stabilmente con le famiglie. La popolazione varia quindi dalle 80 unità in inverno alle 150 unità in estate. La base scientifica principale è situata all’estremità orientale del Golfo di Morbihan ed è conosciuta come Port-Aux-Français. Vi si trovano, oltre ai laboratori, un bar, una palestra, l’ospedale, la biblioteca e la cappella di Notre-dame des Vents, che è la chiesa più meridionale di tutti i territori francesi. Visto che l’isola può usufruire di una zona economica esclusiva che si estende per 200 miglia dalla costa, vi è praticata l’attività peschereccia.

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