ANTICICLONE DELLE AZZORRRE: L’alta pressione subtropicale

Pubblicato: 26 novembre 2010 in Meteorologia
Anticiclone delle Azzorre – L’alta pressione subtropicale

L’Anticiclone delle Azzorre è un’area di alta pressione di origine subtropicale oceanica, generalmente sempre presente sull’Oceano Atlantico settentrionale con il suo massimo di pressione mediamente in prossimità delle omonime isole. La sua origine deriva dalla circolazione atmosferica stessa che produce in corrispondenza di tali latitudini una fascia di alte pressioni semi-permanenti su ciascun emisfero come risultato della subsidenza atmosferica della Cella di Hadley intertropicale. Questa area di alta pressione, in base ai suoi spostamenti e alle sue espansioni, condiziona la scena meteorologica dell’intero continente europeo. L’anticiclone, infatti, può espandersi sia in senso meridiano verso il Mediterraneo che in senso latitudinale spingendosi verso il Circolo Polare Artico, in stretta relazione con gli spostamenti della Depressione d’Islanda.

Nella stagione estiva, l’anticiclone si espande verso est interessando tutto il bacino del Mediterraneo, gran parte dell’Europa continentale e la parte meridionale dell’Inghilterra. Il suo bordo meridionale spesso si fonde con l’Anticiclone subtropicale africano che, a periodi alterni, si spinge verso nord interessando l’Europa Meridionale generando ondate di calore. In questa situazione, le condizioni atmosferiche risultano stabili con situazioni di caldo moderato e persistente in gran parte dell’Europa centro-meridionale, dove però possono verificarsi locali fenomeni temporaleschi termoconvettivi ad evoluzione diurna quando in quota transita aria fredda che, scontrandosi con l’aria calda che si solleva a seguito dell’intenso riscaldamento, produce intensa convezione.

Il bordo settentrionale e quello orientale dell’anticiclone risultano maggiormente insidiabili dalle perturbazioni atlantiche che vengono convogliate verso il continente europeo dalla depressione d’Islanda, tendendo a muoversi da nord-ovest verso sud-est. Le zone che risultano essere pertanto maggiormente influenzate dalla variabilità meteorologica dovuta al transito delle perturbazioni sono le isole britanniche, la parte centro-settentrionale dell’Europa continentale, l’Arco Alpino, l’Italia settentrionale, il medio-alto versante adriatico e la Penisola balcanica centro-settentrionale. Mediamente, in queste aree transita una perturbazione alla settimana che tende a far diminuire temporaneamente le temperature e al contempo impedire prolungati periodi siccitosi estivi.

Al contrario, la Penisola iberica, la Francia meridionale, le Baleari, la Corsica, la Sardegna, la Sicilia la fascia costiera della Maremma grossetana e della Maremma laziale, le estreme zone meridionali dell’Italia, la Grecia e tutta l’Africa settentrionale risultano interessate in modo quasi persistente dall’Anticiclone delle Azzorre, o dall’Anticiclone subtropicale africano che spesso si intersecano tra loro proprio in queste posizioni; consegue per tutte queste aree un clima estivo caratterizzato da siccità prolungata e da condizioni strutturali di aridità. Eccezionalmente, si sono verificate però stagioni estive in cui l’anticiclone, anziché entrare nel Mediterraneo, ha assunto in modo persistente un’estensione in senso meridiano, come nel 1975, 1976, 1989 e 2002, con la formazione di un quasi persistente anticiclone scandinavo, in continuo ricongiungimento con quello delle Azzorre, che in quegli anni ha determinato stabilità atmosferica e siccità in Scandinavia e nell’Europa settentrionale, mentre forti temporali e piogge abbondanti colpivano l’Europa meridionale e l’intero bacino del Mediterraneo.

Durante i periodi prolungati di tempo stabile, è riconoscibile la presenza dell’azione stabilizzante dell’anticiclone delle Azzorre quando si verifica un moderato sviluppo di nubi cumuliformi ad evoluzione diurna nelle zone interne, più accentuato sui rilievi collinari e montuosi, che risentono delle leggere infiltrazioni in quota che possono penetrare all’interno dell’area di alta pressione, dal bordo settentrionale o da quello orientale che, generalmente, risultano quelli più deboli. Nelle stagioni intermedie, l’Anticiclone delle Azzorre alterna temporanee espansioni simili a quelle della stagione estiva a periodi di completa ritirata nell’Oceano Atlantico o disposizioni in senso meridiano verso la Groenlandia, le isole britanniche e la Scandinavia che in entrambi i casi determinano, per l’Europa centro-meridionale e per il bacino del Mediterraneo, condizioni di variabilità, a tratti perturbata.

Più complessa risulta la stagione invernale, quando l’Anticiclone delle Azzorre può sia rimanere in Oceano Atlantico, sia posizionarsi in senso meridiano, determinando la formazione dell’anticiclone scandinavo o fondendosi ad alte latitudini con l’Anticiclone russo-siberiano che, espandendosi verso sud-ovest, porta venti forti nord-orientali verso il Mediterraneo. In questo caso spesso si formano depressioni sul basso Tirreno, che determinano condizioni di tempo molto perturbato su tutta l’Italia meridionale e sul medio-basso versante Adriatico, dove spesso può nevicare anche in pianura e lungo le coste, mentre in questo scenario l’Italia settentrionale, la Toscana, l’alto Lazio e parte della Sardegna si ritrovano riparate dalle Alpi e dagli Appennini e sono interessate da giornate ventose con cielo sereno e terso. Altre volte, invece, l’alta pressione delle Azzorre riesce ad espandersi per alcuni giorni verso l’Europa e verso il Mediterraneo, garantendo condizioni di stabilità ed assenza di vento, con formazione di nebbie nelle pianure e nelle valli interne.

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