ISOLA DI WRANGEL: L’isola del mammut nano

Pubblicato: 23 novembre 2010 in Località Estreme

Isola di Wrangel 71° N – L’isola del mammut nano

L’Isola di Wrangel è un’isola dell’Oceano Artico, fra il Mare dei Chukci ed il Mare Siberiano Orientale. L’isola è attraversata dal 180º meridiano. La Linea internazionale del cambio di data è spostata ad est dell’isola, in modo tale da evitarla assieme al Distretto autonomo di Cukotka, sul continente. L’isola misura circa 125 km di larghezza e copre un’area di circa 7.300 km². Il massimo rilievo presente è il Monte Sovetskaya, con 1.096 m d’altezza. L’unico insediamento sull’isola è quello di Ušakovskoe. L’isola, principalmente rocciosa, ospita un solo insediamento umano permanente, oltre che una stazione meteorologica. Essa è un importante luogo di riproduzione per l’orso polare, il quale è qui presente in alte densità; sull’isola vivono inoltre numerose foche e lemming, mentre durante l’estate, molte specie di uccelli vi nidificano. Durante l’ultima era glaciale, sull’isola viveva una sottospecie nana del mammut lanoso, il mammut nano. Rispetto alle altre isole artiche ed a qualsiasi territorio della tundra di eguali dimensioni, l’isola di Wrangel ospita più del doppio di specie vegetali (417); per questo motivo, nel 2004 l’isola è stata proclamata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, divenendo così il sito più settentrionale a fregiarsi con questo titolo.

L’isola di Wrangel ha un severo clima polare. La regione è ricoperta da masse di aria artica asciutta e fredda per la maggior parte dell’anno. L’aria calda e l’aria più umida possono raggiungere l’isola dal sud-est durante l’estate. Aria asciutta e riscaldata dalla Siberia viene periodicamente spinta verso l’isola. Gli inverni sono prolungati e sono caratterizzati da tempo gelido costante e da forti venti da nord. Durante questo periodo le temperature rimangono solitamente sotto zero per buona parte dei mesi. In febbraio ed in marzo ci sono frequenti bufere di neve con la velocità di vento di 140 km/ora o sopra. Le estati corte sono fredde ma comparativamente delicate come giorno polare mantiene generalmente le temperature sopra 0°C.

L’isola deve il nome al barone Ferdinand Wrangel (1797–1870), il quale, dopo essersi documentato su delle storie di una massa di terraferma narrate dai Chukci, organizzò una spedizione del 1820 per verificare l’attendibilità di tali storie. La spedizione terminò quattro anni dopo, senza successo. Nel 1849 Henry Kellett, capitano della nave HMS Herald, approdò su un’isola, che fu denominata Herald Island, e da qui affermò di aver visto un’altra isola ad ovest; quest’ipotetica massa di terra fu chiamata “terra di Kellet” Nel 1867 Thomas Long, capitano di una baleniera statunitense, avvistò l’isola e le diede il nome attuale in ricordo allo sfortunato Ferdinand Wrangel, che spese 3 anni della sua vita nel tentativo infruttuoso di trovarla. Nel 1879 George W. Delong, durante una spedizione in direzione del Polo Nord, cercò di attraversare la terra di Kellet in direzione est, pensando che essa si estendesse fino all’Artico: la sua nave, tuttavia, si incagliò nel ghiaccio ed affondò.

Il primo approdo conosciuto sull’isola si ebbe nel 1881, quando una spedizione mandata per soccorrere l’equipaggio di George W. Delong attraccò sull’isola e la dichiarò annessa agli Stati Uniti. Della spedizione faceva parte anche John Muir, che per primo descrisse l’isola. Nel 1911, il primo gruppo di russi approdò sull’isola di Wrangel e tre anni dopo vi attraccarono dei marinai canadesi ammutinati da una spedizione verso il polo Nord. Cinque coloni (un canadese, tre statunitensi ed un Inuit) furono lasciati sull’isola, in modo tale che nel 1921 il Canada potesse esporre dei diritti di annessione del territorio. Nonostante fossero stati scelti uomini esperti ed abituati a condizioni disagevoli di freddo, nel 1923 l’unico sopravvissuto del nucleo di coloni era l’Inuit Ada Blackjack, che fece ritorno in patria; al suo posto, rimase un nuovo gruppo costituito da dodici Inuit ed un americano. Nel 1924, però, l’Unione Sovietica scacciò il nucleo di coloni e portò sull’isola occupanti russi, che andarono a costituire il nucleo abitato che sopravvive a tutt’oggi sull’isola. Secondo i documenti statunitensi, otto isole artiche (fra cui l’isola di Wrangel) sono rivendicate dagli USA; tuttavia, gli Stati Uniti ribadiscono che nessuna di queste rivendicazioni esiste.

 

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