ISOLA DI JAN MAYEN: Tra l’Atlantico e l’Artico

Pubblicato: 17 novembre 2010 in Località Estreme

Isola di Jan Mayen 71° N – Tra l’Atlantico e l’Artico

L’isola di Jan Mayen è un territorio appartenente alla Norvegia, costituito da un’isola situata al limite tra l’Oceano Atlantico e il Mar Glaciale Artico e sotto l’amministrazione della Contea di Nordland. Dopo la scoperta avvenuta nel XVII secolo da parte di alcuni cacciatori di balene, l’isola è stata contesa da varie nazioni per costruirvi una base per la caccia alle balene o per la caccia alle volpi artiche. Nonostante tutto, l’isola diventò un centro per gli studi scientifici dopo la vincita del premio dell’Anno Polare Internazionale durante l’inverno tra il 1882 e il 1883. Nel 1929 la Norvegia conquistò l’isola e ne fece una stazione meteorologica fino al 1959, quando cadde in disuso; le principali attività sull’isola si svolgevano in una stazione utile per la radionavigazione. Essendo caratterizzata da un clima artico, l’isola ospita vari uccelli di mare e ha un territorio composto perlopiù da tundra. La principale sommità di Jan Mayen è costituita da un vulcano, denominato Beerenberg, la cui altezza è di 2.277 metri. Jan Mayen è una piccola isola dalla forma allungata; l’unico villaggio presente sul territorio è Olonkinbyen, e conta solo 18 abitanti. Esso è abitato dalle persone che lavorano nella stazione meteorologica ed in quella per la radionavigazione.

Jan Mayen è un’isola situata tra l’Oceano Atlantico (a sud) ed il Mar Glaciale Artico (a nord), in Europa, e più precisamente al limite tra il Mare di Norvegia (a sud-est) ed il Mare di Groenlandia (a nord-ovest), a nord del parallelo 66°33’39” o circolo polare artico. Jan Mayen fa parte di un arcipelago costituito dall’isola stessa e da altre isole secondarie e isolotti. Essa è molto piccola (misura 377 km2) ed isolata: la costa groenlandese si trova a nord-ovest e dista più di 500 km dall’isola; l’Islanda dista circa 550 km a sud-ovest; la Norvegia è lontana all’incirca 950 km a sud-est e l’arcipelago delle isole Svalbard dista circa 1.200 km a nord-est da Jan Mayen. Jan Mayen è un’isola dalla forma allungata la cui superficie è di 377 km2. Essa misura 53,6 chilometri di lunghezza per 15,8 chilometri di larghezza e, nella sua parte centrale, presenta un istmo lungo 2,5 chilometri. Il punto più settentrionale di Jan Mayen è capo nord (in lingua norvegese nordkapp), e si è formato durante un’eruzione di Beerenberg, la maggiore vetta dell’isola, e il punto più meridionale è capo sud (Sørkapp).

La parte nord-orientale di Jan Mayen prende il nome di Nord-Jan, e presenta una forma tondeggiante – un po’ schiacciata a est – nel centro della quale è situato il vulcano attivo denominato Beerenberg, alto 2.277 m, e costituisce sommità più elevata dell’isola. Nord-Jan si è formata grazie all’eruzione di questo vulcano che è avvenuta alcuni milioni di anni fa. La parte sud-occidentale dell’isola, invece, è chiamata Sør-Jan, ed è costituita da un massiccio montagnoso allungato, poco elevato, la cui principale somma è Rudolftoppen (769 m). La catena montuosa è costituita da vulcani, ancora oggi attivi, anche se la loro eruzione è sempre meno frequente. Le coste dell’isola, essendo rocciose, presentano due baie: la parte di costa sud-orientale presenta nella sua parte centrale, un istmo, nel quale interno è presente un golfo denominato Engelskbukta (letteralmente baia degli inglesi), e si apre sull’Oceano Atlantico (qui mare di Norvegia); la Rekvedbukta (letteralmente baia del legno alla deriva) si trova nella parte sud-occidentale dell’isola e fa parte del Mare Glaciale Artico (qui Mare di Groenlandia).

Il litorale, lungo 124,1 chilometri, è formato per gran parte da falesie e da coste alte e rocciose. Fa eccezione l’istmo, che è costituito da un cordone litorale: qui la costa è quindi bassa. In questo punto si trovano due lagune: Nordlaguna, nella zona settentrionale dell’istmo, e Sørlaguna, nella zona meridionale, è la maggiore. Ci sono altre piccole baie come Guinea-bukta (letteralmente baia di Guinea) o Kvalrossabukta (letteralmente baia dei trichechi). Esse si trovano nella parte meridionale dell’isola. Jan Mayen si trova al limite della banchisa artica della Groenlandia. Tuttavia, questi ghiacci arrivano più raramente alle coste di Jan Mayen a causa del riscaldamento globale, che sta influenzando il clima della Terra.  Benché a Jan Mayen non scorrano corsi d’acqua, l’acqua dolce è presente grazie a piccoli laghi, formati dallo scioglimento della calotta polare, ubicati nell’interno dell’isola. Due terzi di essi sono presente nella sua zona settentrionale. Questi laghi sono continuamente alimentati da piccoli ghiacciai. Questi laghi sono però in continuo accrescimento a causa del riscaldamento globale, azione che sta avendo effetto su tutto il mondo.

Jan Mayen è un’isola vulcanica situata sulla placca eurasiatica – la quale è abbastanza recente: risale a circa 700 000 anni fa – e su un punto caldo che copre gran parte della dorsale medio atlantica. Una parte di questo dorsale, denominata dorsale Mohns, termina in prossimità delle coste settentrionali dell’isola, e prolunga la zona di frattura di Jan Mayen di 170 km verso nord-est. costituendo una faglia orientata a nord-ovest/sud-est dell’isola. Una centinaia di crateri perlopiù formati da trachite e una decina di fessure eruttive hanno emesso, durante il Pleistocene, lava basaltica, che oggi compone la maggior parte delle rocce presenti sull’isola. Il resto della formazione rocciosa presente su Jan Mayen è stato formato dai detriti trasportati dalla corrente oceanica. Quest’ultima, in particolare, ha formato vari piccoli cordoni pianeggianti situati perlopiù nella parte centrale dell’isola.

Beerenberg, lo stratovulcano che domina l’isola con i suoi 2.277 metri di altezza, è ricoperto da 115 km2 di ghiaccio, il quale forma la maggior parte di Nord-Jan, la parte settentrionale di Jan Mayen. Esso non è solo il vulcano più elevato dell’isola, ma è anche il vulcano attivo più a nord della Terra. Grazie le eruzioni avvenute tra il 1970 e il 1985, l’isola ha avuto modo di ingrandirsi, soprattutto nella sua parte nord-orientale. Sør-Jan, la parte meridionale dell’isola, presenta un numero elevato di crateri vulcanici, alcuni dei quali sono attivi, altri dormienti e altri ancora spenti. In certi crateri si sono conservate le ceneri prodotte nelle precedenti eruzioni.

Jan Mayen è un’isola situata a una latitudine molto elevata, sulla quale scorrono correnti marine e masse d’aria, che influenzano il clima: la corrente della Groenlandia Orientale, una corrente fredda, che trasporta nei pressi di quest’isola gli iceberg e la corrente nord-atlantica, che proviene da sud e quindi è un importante fattore che determina l’umidità atmosferica. Questa situazione sottomette l’isola a un clima polare, riscaldato di tanto in tanto dalle correnti calde. Il sole di mezzanotte è presente da metà maggio a luglio; quindi d’inverno è luogo di fenomeni atmosferici come la notte polare (con completa oscurità) che si svolgono da metà novembre a gennaio. Questo perché l’isola è situata oltre il circolo polare artico.

Le temperature medie variano da +4,9 °C in luglio a -6,1 °C in gennaio; in marzo la temperatura media è invece di -1,4 °C. I record di temperature che sono stati raggiunti sono stati quello del febbraio 1965 (-28,4 °C) e quello di giugno 1953 (+18,1 °C). Le precipitazioni sono molto frequenti, poiché presentano un totale annuo di 683 mm. Il mese meno piovoso è giugno (36 mm); quello che presenta più precipitazioni è ottobre (83 mm). Queste precipitazioni, spesso associate a climi freddi, contribuiscono alla formazione della calotta polare su Beerenberg. Isolata nell’oceano, Jan Mayen è protetta da un vento catabatico proveniente da una zona nella Groenlandia settentrionale. Questo vento, essendo molto frequente, abbassa la temperatura dell’isola causando una bassa temperatura percepita. Questo vento è infatti molto freddo (-20° circa), ma anche molto veloce (102,6 km/h). Esso dà origine a un sollevamento orografico da parte di cumulonubi seguendo il movimento della scia di von Kármán.

Jan Mayen non ospita alcun mammifero terrestre dal 1990, poiché le volpi polari sono state cacciate per il loro pelo dai norvegesi nel corso del XX secolo, fino a estinguerle sull’isola; gli orsi polari, invece, sono fuggiti altrove, migrando sulla banchisa invernale. Fanno comunque eccezione i cani, che vivono, addomesticati dall’uomo, con lui nella stazione meteorologica.  A causa del clima polare, la sola tipologia di vegetazione trovabile a Jan Mayen è la tundra, principalmente costituita da erbe, arbusti nani e muschi. Sull’isola sono presenti 74 specie vegetali e tre specie di tarassachi endemici e nove di funghi. Su Jan Mayen è presente una foresta, nella quale si può trovare solo una specie di albero. Si tratta di salici nani, arbusti grandi da uno a sei centimetri, le cui foglie solo lunghe da uno a due centimetri.

L’attività su Jan Mayen è presente in buona parte grazie alla NATO che ha costruito una stazione per la radionavigazione LORAN-C nel 1959 con un’antenna a onde radio con 190 metri d’altezza. Questa stazione, sotto la responsabilità dell’amministrazione norvegese della comunicazione e della difesa (NORECA), è collegata a quelle dell’Islanda, delle isole Fær Øer, della Norvegia continentale e della Germania. In quest’occasione fu costruito un nuovo sito nel sud-est dell’isola: una stazione tecnica e una energetica, a Olonkinbyen, unico centro abitato di Jan Mayen, in onore di un famoso scienziato precedentemente vissuto sull’isola. L’anno dopo, sull’isola fu costruito un nuovo trasmettitore di onde, più moderno, e perciò cadde in disuso quello vecchio. Quando Olonkinbyen fu costruita non aveva un porto, quindi era priva di comunicazioni marine, e perciò fu costruita una pista d’atterraggio sull’istmo dell’isola. Questa pista favorì come unico trasporto per arrivare a Jan Mayen quello aereo; il primo volo si tenne infatti nel 1961. Nonostante tutto, il carburante non si poteva trasportare via aereo, e ancora tutt’oggi si porta sull’isola tramite la via marittima. 

Jan Mayen è un’isola abitata permanentemente da persone lavoranti nella stazione meteorologica e in quella per la radionavigazione. Secondo i dati del 1948 gli abitanti erano 79, ma nel corso del tempo si sono ridotti; secondo i dati del 2007, infatti, erano solo 18. Nonostante questo, nei mesi più caldi, ossia da aprile a ottobre, gli abitanti diventano circa cinquanta. Tra i 18 abitanti permanenti, 4 persone lavorano alla stazione meteorologica e 14 in quella di radionavigazione. Queste persone vivono a Olonkinbyen, il solo centro dell’isola, situato nella parte nord-occidentale di Sør-Jan. L’unica strada presente su Jan Mayen collega Olonkinbyen alla stazione meteorologica situata tre chilometri più a nord, e alla pista d’atterraggio, cinque chilometri più a sud. L’isola non possiede un porto, né un molo, perciò a Jan Mayen le navi non sono il mezzo di trasporto più utilizzato; se si naviga, infatti, lo si fa con piccole barche, canoe o motoscafi. Il personale estivo, per spostarsi dalla loro nazione a Jan Mayen, usano l’aereo, che atterra sull’apposita pista. Oltre alla stazione meteorologica e quella per la radionavigazione LORAN-C, Jan Mayen possiede un centro per gli studi sulla sismografia commissionato di recente dall’Università di Bergen, un magnetometro dell’Università di Tromsø. e, dal 1995, una stazione radiofonica amministrata dalla città di Bodø.

La stazione meteorologica è situata a 3 chilometri a sud da Olonkinbyen e realizza previsioni meteorologiche per la Norvegia. La stazione trasmette da due a otto segnali al giorno alla nazione, che li riceve e trasmette via televisione o radio gli studi sul tempo realizzati. Jan Mayen costituisce inoltre un luogo di studio della geologia e delle correnti oceaniche. Questa zona è infatti punto di passaggio della corrente della Groenlandia Orientale e della corrente nord-atlantica. La stazione LORAN-C è uno dei più importanti centri per la radionavigazione dell’Oceano Atlantico settentrionale ed è amministrata dalla LORAN. L’emittente, costituito da un’antenna di 190 metri d’altezza. emette otto pulsazioni ogni 0,07 sul primo canale e 8 pulsazioni ogni 0,09 secondi.

L’isolamento e il clima rigido offrono possibilità di svago per il personale dell’isola, quali la pesca, l’alpinismo e la navigazione. Il personale della stazione meteorologica, com’era d’uso tra i primi scienziati vissuti sull’isola, ospita dei cani, che vengono utilizzati per facilitare il trasporto dalla stazione meteorologica a Olonkinbyen alla pista d’atterraggio eccetera.  Jan Mayen non costituisce una meta turistica, né è facilmente accessibile, sia per l’assenza di porto che per la pista d’atterraggio ridotta; inoltre non vi sono alberghi, non è possibile fare visite guidate, i voli commerciali o privati non sono autorizzati, a parte quelli del personale estivo. Inoltre, le navi da crociera partite dall’Islanda o dalla Norvegia di rotte in Groenlandia o alle isole Svalbard passano in prossimità di Jan Mayen ma non la accostano. Una sola compagnia turistica norvegese organizza viaggi sull’isola. 

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