L’HIMALAYA: Il Tetto del Mondo

Pubblicato: 16 novembre 2010 in Località Estreme

L’Himalaya 28° N  – Il Tetto del Mondo

L’Himalaia o Himalaya, detta anche Tetto del Mondo, è una catena montuosa dell’Asia, che separa India, Pakistan, Nepal e Bhutan dalla Cina. È lunga circa 2.400 km per una larghezza di circa 100-200 km; è connessa verso occidente con la catena dell’Hindu Kush afgano. Vi sono comprese le più alte vette del mondo, come il Monte Everest (8.850 m), il K2 (8.611 m) ed il Kanchenjunga (8.589 m). In sanscrito, Himalaya significa la Dimora delle Nevi Eterne. Secondo la tettonica a placche, la catena dell’Himalaya è il prodotto del confine convergente tra Placca Indo-Australiana e Placca Eurasiatica. Il continuo movimento relativo di queste placche indica che la catena dell’Himalaya sta ancora aumentando di dimensioni. Geologicamente, si ritiene che l’Himalaya crescerebbe ad una velocità di circa 8-10 millimetri l’anno, se la dinamica delle placche fosse l’unico fattore incidente. Sono comunque attive le normali forze erosive, che ne riducono le dimensioni; la crescita netta delle montagne della catena è quindi stimabile in circa 2,5-5 cm/secolo.

Il clima varia a seconda dell’altitudine, da sub-tropicale alle pendici meridionali fino ad alpino estremo nelle vette più elevate. Si possono distinguere tre macro-stagioni: da ottobre a febbraio, con basse temperature; da maggio a giugno con temperature più elevate; da giugno a settembre, l’umida stagione monsonica, caratterizzata da violente piogge limitate però al settore meridionale della catena, oltre cui i venti monsonici non possono spostarsi per via degli alti picchi. Il clima dell’Himalaya, nettamente discordante rispetto alla fascia climatica tropicale cui appartiene, varia a seconda dell’altitudine, da sub-tropicale alle pendici meridionali fino ad alpino estremo sulle vette più elevate. Si possono distinguere tre macro-stagioni: da ottobre a febbraio con basse temperature, da maggio a giugno con temperature più elevate e da giugno a settembre con l’umida stagione monsonica caratterizzata da violente piogge, limitate però al settore meridionale della catena, le cui alte vette impediscono il passaggio dei monsoni.

Le piogge sono particolarmente abbondanti a partire dai 450 m d’altitudine nei settori meridionali ed occidentali. Il Dharamshala rappresenta l’area soggetta a piogge più intense, nell’ordine di circa 3400 mm/anno. Lo Spiti è invece l’area più secca ed arida, con meno di 50 mm di pioggia, essendo una sorta di “enclave geografico” completamente circondato da alte montagne che ne determinano il particolare microclima.

La neve domina il paesaggio himalayano: anche in primavera si verificano precipitazioni nevose, con accumuli di neve che nel mese di maggio superano ovunque i 10 cm e raggiungono in vaste aree i 25 cm. La neve, che insiste per tutto l’anno sul paesaggio himalayano, si concentra tuttavia in inverno (specie al di sotto dei 5.000 m d’altezza), con precipitazioni molto abbondanti pressoché ovunque: intorno ai 3000 m, in questa stagione, la copertura nevosa è solitamente spessa circa 3 m. Con la possibile eccezione di eventi particolari dovuti, fra l’altro, a variazioni della pressione atmosferica, nella tarda primavera himalayana la gran parte del territorio presenta una copertura nevosa compresa tra 1 e 10 cm. Altre zone più ridotte e circoscritte possono presentare coperture tra 10 e 25 cm ed in minor misura tra 25 e 50 cm. Ancora più esigue sono le aree dove l’accumulo di neve va da 50 cm a 1 m di spessore, e si concentrano (come le altre zone con coperture superiori a 10 cm) nel settore nord-Nord/Ovest dell’Himalaya, il più soggetto a precipitazioni nevose. Se si considera invece l’accumulo di neve negli ultimi tre giorni dalla data di riferimento qui considerata (che è a fine maggio del 2007), si rileva un accumulo nevoso quasi dimezzato per superficie e concentrato a nord e ad ovest, e inferiore pressoché ovunque ai 25 cm. Al contrario, prevalgono le piogge, concentrate tuttavia alle altitudini inferiori.

Regione meridionale (clima umido)

Le precipitazioni, legate per lo più (almeno alle quote più basse) al monsone che soffia dall’India, decrescono da est verso ovest. A causa dei venti tropicali provenienti da ovest, inoltre, la regione nord-occidentale dell’Himalaya è colpita massicciamente da precipitazioni sotto forma di pioggia e neve, che danno origine alle sorgenti da cui nascono alcuni dei maggiori fiumi asiatici, come il Gange, che fertilizzano l’omonima pianura. Nel mese di giugno, la neve presente nei passi si scioglie a causa dell’aumento della temperatura, rendendoli praticabili fino alla metà di ottobre. In estate, si possono avere precipitazioni piovose, che sono comunque molto intense e si concentrano tra luglio ed agosto, effetti del monsone che, dopo aver bagnato tutto il sub-continente indiano, scarica qui le sue ultime acque. Condizioni ideali per il trekking si hanno a settembre e per la prima metà di ottobre, con ottima visibilità dei monti, anche se nella notte le temperature tornano gelide e sottozero sopra i 3500 m d’altezza. Da metà ottobre in poi anche le temperature diurne precipitano, infatti a novembre cominciano le prime nevicate nei passi più prossimi alle montagne. Da dicembre a marzo si protrae il lungo e rigidissimo inverno himalayano, con condizioni climatiche davvero pessime. L’inverno si attenua con i mesi di aprile e maggio, caratterizzati tuttavia da forti precipitazioni nevose sulle montagne. Va specificato che le piogge si rovesciano soprattutto in collina.

Regione settentrionale (clima arido)

A nord, invece, dove i venti portatori di pioggia, bloccati dalle barriere montuose, non possono arrivare (e soffiano invece i venti artici provenienti da nord) si registra un clima arido o semiarido, con scarsissime precipitazioni (pochi centimetri l’anno) e temperature tra le più basse che si abbiano nel pianeta. In quest’area, il gelo si attenua solo a partire da aprile-maggio, con l’arrivo, ritardato, della primavera. La catena montuosa dell’Himalaya, oltre all’Himalaya considerato in senso stretto, comprende anche:

A) Hindu Kush

B) Karakorum

C) Pamir

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