LA CORDIGLIERA DELLE ANDE: La catena montuosa più lunga del mondo

Pubblicato: 12 novembre 2010 in Località Estreme

La Cordigliera delle Ande

La Cordigliera delle Ande è un’importante catena montuosa dell’America meridionale, situata nella parte più occidentale del continente. Con i suoi 7.200 km di lunghezza (dall’istmo di Panamá, a nord, fino a Capo Horn, a sud) è considerata la catena montuosa più lunga del mondo. La sua larghezza media è di 240 km, toccando nel punto più esteso i 500 km (fra il 18º e il 20º parallelo), mentre l’altezza media è di circa 4.000 metri. La catena della Ande è formata principalmente da due grandi settori: la Cordillera Oriental e la Cordillera Occidental, in gran parte separati da una profonda depressione intermedia, in cui sorgono altre catene di importanza minore, la principale delle quali è Cordillera de la Costa cilena. Altre piccole catene sorgono ai lati delle grandi catene.

Le Ande attraversano sette stati dell’America meridionale: Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador, Perù e Venezuela, alcuni dei quali sono noti come Paesi andini. La cordigliera delle Ande è la più alta catena montuosa al di fuori del continente asiatico. La cima più alta, l’Aconcagua, tocca i 6.962 metri sopra il livello del mare. La vetta del vulcano Chimborazo, nelle Ande ecuadoriane, è il punto della superficie terrestre più lontano dal centro della Terra, a causa del rigonfiamento equatoriale. Questa catena montuosa ha una lunghezza approssimativa di 7.200 km. La sua larghezza può raggiungere i 500 km nelle zone in cui si divide in vari rami (cordigliere) includendo gli altipiani (particolarmente tra le latitudini 18°S e 20°S). L’origine della catena andina si fa risalire alla dinamica delle placche terrestri ovvero alla tettonica a zolle: in particolare la subduzione della placca tettonica nota come placca di Nazca con la placca sudamericana genera la catena delle Ande. La placca di Nazca si inabissa al di sotto di quella sudamericana, l’attrito generato dalla subduzione fonde la roccia la quale risale in superficie sotto forma di magma e lava creando vulcani e montagne cioè un arco montuoso continentale. La suddivisione delle diverse zone della catena ha subito modifiche nel corso del tempo, assumendo una nomenclatura associata alle divisioni politico-amministrative. Così, a seconda del territorio attraversato, si possono definire Ande Venezuelane, Colombiane, Equadoriane, etc.  Le Ande settentrioni ed australi sono chiamate Ande di Tipo Collisionale, per essersi formate dall’obduzione della crosta oceanica. Le Ande centrali corrispondono a quelle definite Ande di Tipo Andino, sviluppatesi dalla subduzione della crosta marina.

Ande settentrionali

A sud della Colombia, alla frontiera con l’Ecuador, le Ande costituiscono la sola catena montagnosa con cime vulcaniche alte oltre 5.000 metri. Più a nord, nel Nudo de los Pastos, si suddivide in due catene chiamate rispettivamente Cordillera Occidental e Cordillera Central; da quest’ultima si origina la Cordillera Oriental. La Cordillera Central è separata dalla Cordillera Occidental, per una distanza di circa 400 km, da una faglia entro la quale scorre il río Patía a sud ed il río Cauca a nord. La Cordillera Oriental si separa gradualmente verso est creando la conca del fiume più importante della Colombia, il Río Magdalena. Questa catena montuosa si estende verso nord e nel Dipartimento di Norte de Santander si suddivide in due rami; il ramo orientale entra nel territorio venezuelano, dove prende il nome di Cordillera de Mérida, le cui naturali estensioni formano Lara-Falcón ed hanno una stretta relazione con il Litoral Central (Caracas, Valencia, Maracay) ed il Litoral Oriental (Puerto La Cruz, Barcelona). Il ramo occidentale, chiamato Sierra de Perijá, si estende da est verso nord, formando la frontiera naturale tra Colombia e Venezuela, degradando gradualmente verso i Caraibi fino a punta Gallinas, nella penisola della Guajira, nell’estremo nord della Colombia. Si ricongiunge con la Sierra Nevada de Santa Marta formando una valle nella quale scorre il Río Cesar. La Sierra Nevada de Santa Marta è il gruppo montuoso più elevato della Colombia (5.775 metri) ed è la montagna costiera più alta del mondo.Le tre catene hanno cime di formazione principalmente vulcanica che raggiungono oltre 4.000 metri di quota. La Cordillera Central e la Cordillera Oriental raggiungo altezze di oltre 5.000 metri, coperte dalle nevi perenni. Molti di questi vulcani sono attivi e, nel passato, hanno causato morte e distruzione per via delle esplosioni di gas e dei lahar. Le città più importanti delle Ande settentrionali sono Bogotá, Cali e Medellín in Colombia, Quito e Riobamba in Ecuador e San Cristóbal e Mérida in Venezuela.

Ande centrali

Le Ande centrali si estendono dal nudo de Pasto al Nevado Tres Cruces, in Cile. Comprendono gran parte di quello che attualmente è il Perù, e sono considerate la zona centrale delle Ande dove si sono avuti i più elevati livelli di sviluppo economico e sociale. Le montagne sono disposte in due catene separate dall’altopiano andino. La vetta più alta della regione è il Monte Huascarán (6.768 metri) e, nella zona cilena, il nevado Ojos del Salado (6.891 metri). Si formano due grandi laghi, il Titicaca ed il Poopó. Le mesetas interne formano le pianure boliviane. Il clima è caldo arido ed il bioma dominante è il deserto. La popolazione è concentrata soprattutto nell’altopiano e lungo le coste.

Ande australi

Le Ande australi si estendono fino all’estremità dell’America meridionale. In questa regione si possono ritrovare quasi tutti i tipi climatici:

1) Ande di transizione: qui si trovano le cime più elevate anche se l’altezza media diminuisce. I passi sono difficili e ripidi. Sono costituite da due catene separate da una valle longitudinale larga da 10 a 40 chilometri. Ad ovest si trova la Cordigliera della Costa, che raggiunge i 2.000 metri di altitudine. Ad est si sviluppa la catena principale, con alcune delle cime più elevate: l’Aconcagua (6.962 metri), il vulcano Tupungato (6.635 metri) ed il Monte Mercedario (6.770 metri).

2) Ande patagoniche: in questa sezione le altezze diminuiscono drasticamente, in parte per via dell’erosione glaciale, che ha creato arcipelaghi e fiordi. Le vette più alte sono il Tronador (3.478 metri), il Monte San Valentin (4.058 metri), il Monte Fitz Roy (3.405 metri), il Cerro Torre (3.150 metri), il cerro Paine Grande (3.240 metri) e le maestose montagne della Cordigliera del Paine (3.000 metri). La Cordillera Darwin e la porzione cilena dell’Isola Grande della Terra del Fuoco presentano le ultime grandi altezze prima che le Ande si immergano nel mare; il monte Darwin (2.488 metri) ed il Monte Sarmiento (2.350 metri).

Ande antartiche

Le Ande si estendono fino alla  Tierra del Fuego ed, immergendosi in mare, le cime più alte formano delle isole quali la Georgia del Sud e isole Sandwich meridionali, le Isole Orcadi Meridionali e le Isole Shetland Meridionali. Riemergono nuovamente in Antartide.

Il clima nelle Ande varia notevolmente a seconda della posizione, dell’altitudine, e della vicinanza al mare. Il settore meridionale è fresco e piovoso, mentre quello centrale è più asciutto. Il settore nord delle Ande è generalmente piovoso e caldo, con una temperatura media di 18 °C, in Colombia. Il clima è caratterizzato da drastici cambiamenti anche su distanze piuttosto brevi. Le foreste pluviali si spingono a quote elevate anche fino a 1.500 metri dalle cime, come nel caso del picco innevato del Cotopaxi. Le montagne hanno una grande influenza sulle temperature delle aree vicine. Il limite della neve dipende dalla posizione. Nella zona tropicale ecuadoriana, colombiana, venezuelana, e nel nord della Ande peruviane, raggiunge i 4.500-4.800, passando a 4.800-5.200 metri nelle montagne a sud del Perù ed a nord del Cile, fino a latitudini di circa 30° S. Scende poi a 4.500 metri sull’Aconcagua, a 32° S, 2.000 metri a 40° S, 500 metri a 50° S, e solamente 300 metri nella Terra del Fuoco, a 55° S. Dai 50° S diversi tra i più grandi ghiacciai arrivano fino al livello del mare. Le Ande del Cile e dell’Argentina possono essere suddivise in due zone climatiche e glaciologiche; le Ande secche e le Ande umide. Le Ande secche si estendono dalla latitudine del Deserto di Atacama fino alla zona del fiume Maule; le precipitazioni sono più sporadiche e si verificano forti oscillazioni delle temperature. La linea di equilibrio subisce drastici spostamenti su brevi periodi di tempo, lasciando i ghiacciai in ablazione o in accumulo.

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