L’ARTIDE – A Nord del Circolo Polare

Pubblicato: 26 ottobre 2010 in Località Estreme

L’Artide 66° N – A Nord del Circolo Polare

L’Artide è la regione della Terra circostante il polo nord e contrapposta all’Antartide. Convenzionalmente, da un punto di vista geografico, viene considerata Artide l’area situata a nord del Circolo polare artico, cioè della latitudine 66° 33′ 44″ Nord. A volte vengono considerate confini della regione artica il limite settentrionale della linea degli alberi o l’isoterma di 10 °C di luglio. Questa regione include l’Oceano Artico, le estreme terre settentrionali di Russia, Alaska, Canada, Groenlandia, Islanda, Finlandia, Svezia, Norvegia e le isole che le fronteggiano tra le quali le isole Svalbard, l’arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe, Novaja Zemlja, Severnaja Zemlja, le isole della Nuova Siberia, l’isola di Wrangel, le isole lungo la costa dell’Alaska e l’arcipelago artico canadese. L’Artide è anche conosciuta come la “terra del sole di mezzanotte“, per il fatto che oltre il Circolo polare artico, durante la stagione estiva boreale, cioè da aprile a luglio, il sole tramonta verso mezzanotte. Il nome Artide proviene dal greco “orso“, e si riferisce alle costellazioni dell’Orsa Maggiore e dell’Orsa Minore, visibili da quel punto.

L’Artide non è mai stata sotto il dominio politico di alcuna nazione, nonostante su di esso siano state rivolte le attenzioni militari da parte di qualche stato. Negli anni cinquanta e sessanta, l’Artide fu usata dai sottomarini per test di nuove armi, dell’equipaggiamento sonar e di profondità. Durante la guerra fredda questa regione è stata intensamente controllata dall’esercito statunitense in quanto si temeva che i primi segni di un attacco nucleare sovietico sarebbero stati un attacco di missili ICBM lanciati oltre il Polo Nord verso gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti diedero così tanta importanza a questa questione che vennero istituite due onorificenze per meriti: l’Arctic Service Ribbon – Nastro per il Servizio Artico – e la Coast Guard Arctic Service Medal – Medaglia per il Servizio Guardacoste Artico.

Lo scioglimento dei ghiacciai artici potrebbe aprire la possibilità di rotte commerciali che raggiungono l’Asia attraverso il circolo polare, senza dover circumnavigare le coste americane. Attualmente, questa rotta è tecnicamente percorribile per le costose navi rompighiaccio. Lo scioglimento dei ghiacciai artici apre anche all’utilizzo dei giacimenti di petrolio, carbone e altri minerali nel sottosuolo del continente, rendendo economicamente fattibile la costruzione di piattaforme e la trivellazione. Inoltre lo scioglimento dei ghiacciai artici contribuirà anche a far arrivare il mare in posti dove altrimenti non ci sarebbe, come nelle montagne o nell’entroterra,sommergendo molti paesi costieri. Nonostante ciò, lo scioglimento dei ghiacciai artici darebbe luogo all’innalzamento del livello del mare, contribuendo alla cancellazione dalle mappe di parecchie città costiere e di interi paesi e nazioni che hanno la maggior parte del loro territorio sul livello del mare. Rispetto al 2007, anno di minor estensione dei ghiacci artici, nel 2009 la calotta ha recuperato territorio, ovvero la quantità di ghiaccio sciolta in estate è stata leggermente minore di quella formata in inverno.

L’Artide è prevalentemente abitata da due popolazioni: Inuit – sono gli originari abitanti delle regioni costiere artiche e subartiche dell’America settentrionale e della punta nord orientale della Siberia. Il loro territorio è principalmente composto dalla tundra, pianure basse e prive di alberi dove vi è perennemente uno strato di permafrost, salvo pochi centimetri in superficie durante la breve stagione estiva. Yupik – popolo dell’Alaska centrale. Quelli residenti nell’isola di Nunivak si chiamano Cup’ig. Coloro che vivono nel villaggio di Chevak vengono chiamati Cup’ik.

Il quadro climatico dell’Artide vede un ‘inverno lungo e molto freddo, mentre l’estate è breve e fresca. Il Circolo polare artico delimita una zona caratterizzata da alcuni giorni dell’anno in cui il sole non tramonta mai quindi privi di buio notturno, il cosiddetto “sole di mezzanotte” e, viceversa, da altri in cui non sorge mai. Il numero dei giorni di buio o di luce continui cresce con l’aumentare della latitudine: poi, a partire dal Circolo polare, si hanno sei mesi di luce (dal 21 giugno) e sei mesi di buio continui (a partire dal 22 dicembre). Le condizioni climatiche sono influenzate dalla latitudine, che determina la quantità di luce diurna, e dalla presenza del mare, che ha una funzione mitigatrice. Ad esempio, nelle regioni interne della Groenlandia la temperatura media dell’inverno è di -33 °C, mentre nei vicini insediamenti costieri, dove il clima è temperato dalle correnti oceaniche, relativamente miti, nello stesso periodo dell’anno si ha una temperatura media di -7 °C. E ancora, il Polo Nord non è il luogo più freddo dell’Artide, poiché il suo clima è appunto mitigato dall’oceano. A Ojmjakon, nella Siberia nord orientale, si sono rilevate le temperature più basse con -68 °C. La temperatura più fredda registrata nell’America settentrionale è di -65 °C, a Snag, nel Territorio dello Yukon. I valori medi annui delle precipitazioni (comprese quelle nevose) sono spesso inferiori ai 250 mm.

Esistono una varietà di climi all’interno della regione, la quale si mantiene ai margini della zona interessata dalle radiazioni solari sia in inverno che in estate. Alcune zone dell’Artico sono coperte da ghiacciai per tutto l’arco dell’anno, il resto della regione è comunque caratterizzato dalla presenza di qualche forma di ghiacciaio per periodi considerevolmente lunghi. Le temperature nel periodo invernale possono scendere sotto i -58 °C per alcune zone, mentre nel periodo estivo oscillano dai -10 ai 10 °C con eccezione per alcune zone in cui la temperatura può raggiungere anche i 30 °C. Essendo l’Artico sostanzialmente oceano circondato da terra, il clima è mitigato dall’acqua che non ha mai una temperatura inferiore a -2 °C. In inverno la presenza dell’acqua mantiene il clima rigido seppure sia sempre più mite rispetto a quello dell’Antartide. Questa è sostanzialmente la ragione per cui il clima dell’Antartide è ben più rigido dell’Artico. Nella stagione estiva il mare contribuisce invece a mantenere le zone costiere più calde rispetto all’entroterra, così come avviene per le regioni temperate con clima marittimo.

L’Artide, al contrario di quello che si potrebbe pensare (date le basse temperature, il suolo ghiacciato, la scarsa umidità e la luce ridotta) non è priva di vita, sia terrestre sia marina, persino durante i gelidi e bui mesi invernali. La primavera poi dà luogo a una straordinaria rinascita della vita vegetale e animale. Un gran numero di specie animali si sono adattate a questo territorio: alcuni mammiferi e uccelli dell’Artide sono dotati di sistemi isolanti contro il freddo, come il grasso, per sopravvivere durante i gelidi mesi invernali. Nell’Artide crescono oltre 400 specie di piante da fiore. Le vaste distese di tundra che ricoprono le pianure e le regioni costiere sono coperte da bassi arbusti striscianti, piante erbacee, licheni e muschi, erbe e falaschi. Numerosi sono gli animali, marini e terrestri. Fra i mammiferi artici si annoverano l’orso polare, la volpe artica, l’ermellino, la martora, il lupo polare, il caribù, la renna (il caribù addomesticato), il bue muschiato, il lemming, la lepre delle nevi; tra le specie che vivono in acqua, la foca, il tricheco e diverse specie di balene.

Anche l’avifauna si presenta con un’estrema varietà. Urie e alcune specie di alcidi nidificano a migliaia lungo le scogliere. Corvi, zigoli delle nevi e scolopacidi sono stati avvistati nelle più remote regioni settentrionali così come civette delle nevi e girifalchi. Anche varie specie di gabbiani e stercorari vagano in questi ambienti dominati dai ghiacci. Fra gli altri caratteristici uccelli artici si annoverano l’edredone, la procellaria, il pulcinella di mare e la pernice bianca, la sterna artica.  Nell’Artide gli insetti vivono solamente dove è presente la vegetazione: dominano su tutti le zanzare, data la presenza di stagni e acquitrini che rappresentano il loro habitat; non mancano api, vespe, mosche, farfalle, tarme, scarabei e cavallette. Le acque costiere sono relativamente ricche di specie ittiche: merluzzi, halibut, salmoni e trote. Nei mari artici è stata inoltre osservata una grande varietà di invertebrati.

 

 

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