NOVAJA ZEMLJA – “La Nuova Terra”

Pubblicato: 25 ottobre 2010 in Località Estreme

Novaja Zemlja 74° N – “La Nuova Terra”

Novaja Zemlja (in russo, “nuova terra“) è un arcipelago russo costituito da due isole maggiori, Severnyj e Juznyj, separate dallo stretto di Matočkin, oltre a numerose isolette minori. Novaja Zemlja è un arcipelago di isole appartenente alla Federazione Russa e dipendente amministrativamente dall’ Oblast di Archangelsk (Arcangelo). Tecnicamente la Novaja Zemlja consiste in due isole principali separate dallo stretto di Matockin, un tratto di mare di basso fondale che mette in comunicazione la costa ovest e quella est. Le altre isole che compongono l’arcipelago sono di grandezze molto inferiori. L’arcipelago estende la sua superficie di circa 82.600 km² oltre il Circolo Polare Artico, è posizionato tra il mare di Barents a ovest e il mare di Kara a est, di fronte alla penisola Jamal. La zona montuosa che si estende nella parte centrale supera i 1.300 metri d’altezza; il punto più alto è il picco Sedova (situato in prossimità dello Stretto di Matočkin), che raggiunge i 1.547 m di altitudine. La zona meridionale ha una superficie di circa 33.300 km², mentre quella settentrionale si estende per circa 48.900 km². La fauna è caratterizzata da molte specie di uccelli; si possono trovare inoltre varie famiglie di mammiferi caratteristiche dei climi polari tra cui: orso bianco, alopex lagopus (volpe artica), odobenus rosmarus (tricheco) e phocidae (foca).

L’arcipelago di Novaja Zemlja sin dal 1954 è stato un poligono nucleare russo destinato a numerosi esperimenti atomici durante la Guerra Fredda. Si calcola che circa 130 dei 715 test nucleari russi siano avvenuti su queste enormi e sperdute isole artiche in particolare 88 nell’atmosfera, 39 sotterranei e 3 sottomarini. Le aree designate per i test erano tre: “Zona A”, “Zona B” e “Zona C”; le prime due, A e B si trovano nell’isola meridionale, mentre la Zona C in quella settentrionale. Il 30 ottobre del 1961, a Mityushikha Bay, nei pressi dello Stretto di Matockin nella “Zona A” destinata a test, fu fatto esplodere il più potente ordigno nucleare mai costruito, la cosiddetta Bomba Zar (in russo progetto “ИВAH” (Ivan) RDS-220), una bomba H della potenza di 50 megatoni. L’ultimo ordigno nucleare è stato testato in Novaja Zemlja il 24 ottobre 1990. Nel 1996 la Russia ha firmato il Trattato di messa al bando dei test nucleari. Nessun’esplosione scuote più l’area: vi si effettuano solamente i cosiddetti test “subcritici” previsti dal Trattato. “Tuttavia, l’effetto delle esplosioni nucleari sull’ambiente locale non é stato molto studiato”. È chiaro che i test nucleari hanno causato la contaminazione del terreno, delle rocce e delle piante, e che i radionuclidi sono penetrati negli uccelli e negli animali. Fortunatamente, sostiene un esperto, la concentrazione delle sostanze nocive nel complesso é entro i limiti accettabili.

Novaya Zemlya é il più grande arcipelago nell’artico europeo e occupa un’area di 83.000 chilometri quadrati.Le isole si allungano da nord e sud disegnando un arco di 925 chilometri, che separa il mare di Barents dal mare di Kara. Metà della sezione settentrionale di Novaya Zemlya é un deserto polare coperto di ghiaccio, mentre il resto dell’arcipelago é coperto dalla tundra. Il litorale vanta una importante diversità biologica: ci sono aree di cova e nidificazione di animali marini e chiassose colonie di uccelli. “Gli uccelli che nidificano a Novaya Zemlya sono i più sani nella regione del mare di Barents, compreso le zone russe, norvegesi e svedesi.

Con l’assistenza dell’ammiraglio Gennady Zolotukhin i ricercatori hanno fatto quattro spedizioni all’arcipelago dal 1994 a 2001, sulla base di un progetto russo-norvegese destinato a valutare le colonie di uccelli marini. La ricerca ha indicato che sulle isole di Novaya Zemlya si stavano velocemente sviluppando aree di cova per pinguini, aree di nidificazione e colonie di uccelli. Gli esperti hanno confermato l’esistenza di grandi colonie di uccelli nelle foci dei fiumi Gribovaya, Bezymynnaya e Arkhangelskaya nello Stretto di Vikitskogo. I ricercatori hanno concluso che il numero delle colonie é simile a quello di altre zone al mondo riconosciute come habitat naturale di uccelli e altri animali marini. Inoltre hanno rivelato che la popolazione di Uria di Brünnich sta diminuendo, ma non solo a causa dei test nucleari; il problema, piuttosto, risulta essere quello del calo nella disponibilità di cibo nell’intera zona del mare di Barents.  Benché i ricercatori civili non abbiano ancora sufficientemente studiato l’impatto delle installazioni militari nell’ambiente, essi stanno parlando delle “potenzialità pacifiche” dei siti destinati agli esperimenti nucleari. Le zone “ristrette” permettono alla fauna selvatica di rifiorire: le colonie di uccelli si sviluppano in habitat indisturbati. Alcune specie si sono adattate alla presenza militare nelle isole. I cigni, ad esempio, non temono il rumore dei motori dei velivoli e vi sono tantissimi loro nidi lungo le rotte di volo.

L’insediamento più popolato dell’arcipelago della Novaja Zemlja si trova a Beluš’ja Guba. Si tratta del centro amministrativo del territorio. Dall’ultimo censimento del 2002 la popolazione risulta essere di circa 2.600 abitanti, che costituisce il 96% del totale degli abitanti di tutto l’arcipelago (circa 2.700). In passato la popolazione era costituita esclusivamente dal personale militare (e dalle loro famiglie) impegnato nelle intense attività di test nucleari svolti nella “Zona A” dal 1955 al 1962 e dal 1972 al 1975. Con la fine della guerra fredda il personale militare è progressivamente diminuito a favore dell’aumento di operai e tecnici specializzati in scavi sotterranei o attività di manutenzione delle reti elettriche e idriche. A circa 9 km a sud-ovest dall’insediamento sorge la base aerea di Rogacelo conosciuta anche come l’aeroporto di Amderma-2. Sull’isola meridionale si trovano due insediamenti, quello di Krasino e quello di Basmacnyi; su quella settentrionale invece si trova l’insediamento di Matockinsar, chiamato anche Severnyj che sorge proprio sulla sponda sud dello Stretto di Matočkin. Il villaggio era anche il centro operativo per i test nucleari delle “Zone B e C”. Altri insediamenti sono Mal’e Karmakulyj e Stolbovoj, inoltre nella parte più settentrionale dell’arcipelago si trova Capo Želanija, un’importante postazione militare dell’ex Unione Sovietica durante la guerra fredda, attualmente disabitata.

commenti
  1. […] essere entro limiti accettabili e l’isola è abitata da  numerose colonie di uccelli che possono nidificare indisturbati grazie al fatto che la zona è interdetta all’attività […]

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