ISOLE FAR OER – “Le Isole delle Pecore”

Pubblicato: 25 ottobre 2010 in Località Estreme

Isole Far Oer 61° N – “Le Isole delle Pecore”

Le Isole Far Oer (dal il danese fåre-øerne, “Isole delle Pecore“) sono un arcipelago che si trova nel nord dell’oceano Atlantico tra la Scozia, la Norvegia e l’Islanda. Le isole sono amministrativamente parte del Regno Unito di Danimarca e del Folketing danese, che comprende anche Danimarca e Groenlandia. Sono diventate una regione autonoma del Regno di Danimarca dal 1948 e, nel corso degli anni, hanno ottenuto il controllo su quasi tutte le questioni di politica interna, tranne la difesa. Con l’eccezione di una piccola forza di polizia e guardia costiera, non hanno una forza militare organizzata, (che rimane responsabilità della Danimarca) e gli affari esteri. Le Far Oer hanno legami tradizionali con l’Islanda, le Shetland e le Orcadi, le Ebridi e la Groenlandia. L’arcipelago si separò politicamente dalla Norvegia nel 1815. Tórshavn è la capitale delle Isole Far Oer e si trova a sud dell’isola di Streymoy, tra le colline Húsareyn e Kirkjubøreyn. La popolazione nel 2007 era di 12.345 abitanti. Tórshavn il centro amministrativo, economico e culturale delle isole Faer Øer. Tórshavn è situata nel centro dell’arcipelago, e dalla città si può raggiungere in giornata qualsiasi angolo del Paese grazie a un ben sviluppato sistema di autobus e traghetti.

Le Isole Far Oer sono un arcipelago formato da 18 isole, a largo delle coste settentrionali dell’Europa, tra il Mare di Norvegia ed il nord dell’oceano Atlantico, a metà strada tra l’Islanda e la Norvegia. La linea costiera si estende per 1.117 km, ed ovviamente non ha confini di terra con alcun paese. La sola isola disabitata è Lítla Dímun. Le Isole Far Oer hanno un clima boreale oceanico. Di norma vedono inverni freddi (ma mitigati dalla Corrente del Golfo: il mese più freddo ha una temperatura media di +3 °C) ed estati molto fresche (+12 °C di media a Luglio), con cielo nuvoloso, nebbia frequente e forti venti. La nebbia spesso causa ritardi negli atterraggi e decolli degli aerei. Le isole sono scoscese e rocciose, con pochi picchi. la maggior parte delle coste è contornata da scogliere. Il punto più alto è il Slættaratindur, 882 metri sopra il livello del mare.

Il clima di queste isole è di tipo temperato freddo oceanico, e non potrebbe essere diversamente visto che le loro acque sono bagnate dalla Corrente del Golfo e che in tutti i periodi dell’anno sono nettamente prevalenti i venti occidentali o sud occidentali, pilotati dalla depressione d’Islanda. L’influenza del mare è quindi fortissima nel mitigare il clima invernale, ma anche, complice la ventilazione spesso sostenuta e la frequente nuvolosità, nello smorzare le escursioni sia stagionale che giornaliera. Il vento supera  i 25 e i 30 giorni all’anno i 7 gradi Beaufort, prevalentemente concentrati nei mesi del tardo autunno e dell’inverno. Il vento spesso di burrasca, o comunque forte, è uno degli effetti del continuo transito di perturbazioni collegate alla depressione d’Islanda, l’altro, come già accennato, è la frequente nuvolosità, accompagnata da piogge al transito dei fronti, ma presente anche, seppure meno intensa, nelle fasi di intervallo, favorita dall’abbondanza di umidità e dalla presenza dei rilievi su cui la stessa condensa formando strati orografici. Nelle fasi post-frontali il tempo è in genere improntato alla variabilità, accompagnato da venti da ovest o da nordovest. In questo secondo caso si hanno in genere ampie schiarite, ma alternate ad addensamenti intensi con rovesci, in inverno nevosi. Le precipitazioni sono superiori ai 1.400 mm/anno e sono ben 280 i giorni in cui si verifica caduta di pioggia o neve. Il periodo dell’anno in cui è relativamente più probabile avere qualche bella giornata di sole è quello tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate.

Abbiamo parlato di neve, ospite non poi abituale in queste isole nelle zone più basse (frequenti e abbondanti invece le nevicate oltre i 3-400 metri), appunto per la temperatura elevata dell’acqua dell’Oceano. E’infatti intorno ai 3°C l’isoterma al livello del mare nei mesi di gennaio e febbraio, mentre non si arriva a 11°C nei mesi più caldi (luglio e agosto). I fronti caldi sono quasi sempre accompagnati da correnti miti, quindi da piogge intense, più abbondanti nel periodo ottobre/marzo, mentre le nevicate sono associate a ritornanti fredde oppure sono rovesci nevosi quando entrano le correnti da nordovest al seguito del passaggio del minimo. C’è da aggiungere che se è frequente che piova anche in pieno inverno, è anche possibile, appunto per le modeste variazioni termiche stagionali, vedere nevicare nelle mezze stagioni, in particolare in primavera, anche inoltrata. Nel capoluogo Thorshavn queste sono le temperature medie, in °C: gennaio 3,5°, febbraio 3,4°, aprile 5,0°, luglio e agosto 10,5°, ottobre 7,2°, media annua 6,5°. Le precipitazioni, 1476 mm/anno, sono inferiori agli 80 mm/mese solo in maggio e giugno (79 e 70 mm), mentre superano i 100 mm da settembre a marzo, con in testa dicembre, gennaio e ottobre (168, 164 e 164 mm).

Dopo un periodo di crisi economica nei recenti anni novanta, che ha portato ad un drastico calo dell’attività di pesca, negli ultimi pochi anni le Isole Far Oer si sono riprese, e la disoccupazione è scesa al 5% a metà 1998. Tuttavia, la quasi totale dipendenza nella pesca fa sì che l’economia resti estremamente vulnerabile. I Faroesi sperano di ampliare la loro base economica costruendo nuove strutture per il processo dei prodotti ittici. Il petrolio trovato vicino alle Far Oer dà una speranza per l’esistenza di giacimenti nell’area circostante, che potrebbero garantire una sicura prosperità economica. Dal 2000, sono stati promossi nelle Isole la tecnologia dell’informazione ed alcuni progetti economici per attrarre nuovi investimenti. Il risultato di questi progetti non è ancora noto, ma si spera possa portare una migliore economia di mercato nelle Isole Far Oer. Le Far Oer hanno una bassa percentuale di disoccupazione, ma questo non è necessariamente segno di una riconversione economica, dal momento che giovani e studenti si spostano in Danimarca e in altri paesi una volta terminata la scuola dell’obbligo. Rimane nelle Isole una fascia di popolazione di età medio-alta, che non ha gli strumenti e le conoscenze per espandere l’utilizzo delle tecnologie moderne nelle Far Oer.

Sull’isola Vágar è attivo l’omonimo aeroporto, da cui partono voli per diverse destinazioni in Danimarca e in Europa, mentre dal porto di Tórshavn ci sono collegamenti regolari con nave-traghetto per Norvegia e Danimarca. A causa del terreno roccioso e scosceso delle Isole Far Oer, per lungo tempo il suo sistema di trasporti non è stato tanto esteso quanto quello di altri Paesi. Questa situazione è cambiata, e oggi le infrastrutture sono state sviluppate estensivamente. Circa l’80% della popolazione nelle isole è connessa da tunnel che passano al di sotto delle acque, da ponti e da argini che collegano le tre isole più grandi nel nord-est, mentre le altre due maggiori isole a sud sono connesse alla concentrazione urbana settentrionale con moderni e veloci traghetti. In particolare il tunnel Norðoyatunnilin, lungo 6.300 metri sotto lo stretto del Leirvíksfjørður, che collega la città di Klaksvík sull’isola di Borðoy con la città di Leirvík sull’isola di Eysturoy ha velocizzato i collegamenti all’interno delle isole. Ci sono buone strade che collegano ogni villaggio nelle isole, eccetto sette piccole isole dove sorge un solo villaggio che sono comunque collegate con navette che le raggiungono almeno due volte al giorno. Ad oggi altri tunnel sono in progettazione per migliorare ulteriormente un già ottimo ed efficiente sistema stradale. La popolazione è distribuita sulla maggior parte del paese; solo recentemente si è avuto un significativo aumento dell’urbanizzazione.

L’industrializzazione è stata significativamente decentralizzata; il paese ha quindi potuto mantenere in modo significativo la propria cultura contadina. I villaggi dotati di strutture portuali insufficienti non hanno potuto beneficiare pienamente della conversione dall’agricoltura all’economia basata sulla pesca, e nelle zone agricole più periferiche restano solo pochi giovani. Queste zone, che hanno pessime reti di comunicazione col resto del paese, non possono sempre essere raggiunte a causa del cattivo tempo. Nei decenni trascorsi, la struttura sociale organizzata sulla base dei villaggi è stata sottoposta a notevoli pressioni, mentre vi è stata una crescita dei “centri” che possono offrire le merci e i servizi richiesti dalle periferie. I negozi e i centri di servizio sono dunque stati spostati dai villaggi verso i centri urbanizzati. A dispetto di quanto potrebbe apparire, la popolazione faroese è moderna e dinamica; l’uso delle carte di credito è ovunque diffuso, così come quello di internet. Qui si vengono ad integrare moderno ed antico, cultura e natura, la splendida natura di queste isole che da sempre ha ispirato artisti locali e non. Il crimine è ridotto ai minimi termini, si conta solo qualche incidente dovuto all’alcool. Le case in genere sono lasciate aperte poiché i ladri sono praticamente inesistenti.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...