ISOLE FALKLAND – Nella Terra del Fuoco

Pubblicato: 22 ottobre 2010 in Località Estreme

Isole Falkland 51° S – Nella Terra del Fuoco

Le isole Falkland o isole Malvine (in inglese Falkland Islands e in spagnolo Islas Malvinas) sono un arcipelago dell’Atlantico meridionale. Esse sono un gruppo di 200 isole situate nell’Oceano Atlantico Meridionale all’incirca tra i 51°-53° S e i 57°-63° O, facenti parte della provincia della Patagonia Argentina denominata “Terra del Fuoco”. Il Regno Unito ha però la sovranità del territorio in quanto nel 1833 vi aveva edificato una base navale e nel 1837 un ufficio di amministrazione coloniale, le isole sono rivendicate dall’Argentina che le considera tuttora parte integrante del proprio territorio nazionale. La capitale delle Malvine è Port Stanley, chiamato Puerto Argentino dall’Argentina.

Stanley (anche Port Stanley), situata sull’isola di East Falkland, è la capitale e l’unica vera città delle Isole Falkland. Si trova nella regione più a nord-est delle isole, poco più a sud di Stanley Harbour, e ha una popolazione di circa 1.500 persone. È il centro amministrativo più a sud del mondo (a causa della sua popolazione tanto esigua, di solito non viene considerato città capitale più a sud del mondo; al suo posto viene molto spesso citata Wellington, la capitale della Nuova Zelanda). I lavori nel nuovo insediamento, che divenne capitale nel luglio 1845, iniziarono nel 1843. Il suo nome è in onore di Lord Stanley, allora Segretario di Stato britannico per la guerra e le colonie. L’insediamento crebbe rapidamente come porto, inizialmente specializzandosi in riparazioni navali, poi diventando una base per la caccia alle balene e alle foche nell’Atlantico Meridionale, e un importante punto di rifornimento per la Royal Navy. Le navi che avevano base a Stanley furono coinvolte nella battaglia delle Falkland durante la Prima guerra mondiale, e nella battaglia del Rio della Plata durante la Seconda guerra mondiale. Frane causate da intensive estrazioni di torba distrussero parte della città nel 1879 e nel 1886; la seconda uccise anche 2 persone.

Lo Stanley Airport, usato per voli internazionali e collegamenti con le basi britanniche in Antartide, fu aperto nel 1979 (precedentemente i voli interni erano effettuati con idrovolanti). Fu occupato dalle truppe argentine per circa dieci settimane nell’aprile del 1982 e ribattezzato Puerto Argentino. La struttura riportò danni prima di essere ripresa da una task-force britannica durante la Guerra delle Falkland. Il terreno circostante fu minato, e alcune aree rimangono ancora segnalate come campi minati. Oggi Stanley si trova al centro della rete stradale di East Falkland, ed è il principale centro commerciale delle isole, è dotato delle uniche piscina, scuola, ospedale e biblioteca dell’arcipelago. Le principali attrazioni sono: il Museo delle Isole Falkland, il Palazzo del Governo, costruito nel 1845 e sede del Governatore delle Isole Falkland, della Cattedrale, conosciuta per l’arco esterno fatto in osso di balena e per essere la terza chiesa più a sud nel mondo dopo quella di Grytviken sull’isola della Georgia del Sud e la Cappella delle Nevi in Antartide, un totem, diversi monumenti di guerra e i relitti nel porto. A Stanley si trovano inoltre una ionosonda, la sede della Falkland Islands Broadcasting Station, ed anche numerose serre dove vengono coltivati ortaggi.
Gypsy Cove, conosciuto per la sua colonia di pinguini di Magellano, e Cape Pembroke, il punto più orientale delle Falkland, sono situati nei dintorni della città.

Nel 1982 le Malvine sono state contese tra Argentina e Regno Unito durante la Guerra delle Falkland. Il conflitto è stato vinto dal Regno Unito e, secondo la giornalista canadese Naomi Klein, questa vittoria è stata definita come determinante per risollevare la popolarità del primo ministro inglese Margaret Thatcher, dal 22% prima della guerra al 59% dopo la guerra, e, secondo alcuni, a salvarne la carriera politica. La sconfitta argentina è stata invece considerata coadiuvante alla crisi finale del regime che governava l’Argentina. L’arcipelago delle isole Malvine è formato dall’isola di Falkland Occidentale (Gran Malvina), dall’isola di Falkland Orientale (Soledad) e da circa 200 isole minori, tra cui Sea Lion Island. Il territorio delle due isole principali, separate dallo stretto di Falkland, è montuoso collinare (le cime più alte sono: il Monte Adam (698 m) nell’isola Occidentale e il monte Usborne, 684 m, nell’isola Orientale), con fasce costiere pianeggianti, a tratti paludose. Le coste sono molto articolate.

See Lion Island è la più meridionale delle isole, situata circa dieci miglia a sud delle Falkland Orientali. Il modo migliore per visitarle e tramite il servizio aereo messo a disposizione dal governo poiché a causa delle condizioni del mare gli attracchi navali sono sfavorevoli e pericolosi. La maggio attrazione dell’isola è la sua variegata fauna composta da Elefanti Marini, Leoni Marini, Pinguini Papua, Pinguini salta rocce, Pinguini di Magellano, Cormorani Imperiali, Caracara, inoltre possono essere occasionalmente avvistate orche assassine e Pinguini reali. Sull’isola è presente anche un piccolo albergo con camere con bagno, ristorante, bar e vendita di souvenir.

Pebble Island è situata a nord dell’arcipelago. Sull’isola sono presenti numerosi stagni, generalmente ritrovo di vaie specie di uccelli, il più grande di questi è il Big Pond a circa un miglio ad est degli alloggiamenti. La Elephnt Beach è la più grande spiaggia delle Falkland e vi si possono trovare anatre della Patagonia. La costa Nord Ovest è rifugio di una grande colonia di Pinguini Saltarocce. Questa isola fu teatro di una importante battaglia durante la guerra del 1982, l’HMS Coventry Memorial ricorda una nave affondata in quell’anno a largo dell’isola. Sull’isola è possibile alloggiare in sei camere con bagno.

Saunders Island situata a circa 9 miglia dalla capitale, nella parte nord-occidentale dell’arcipelago è frequentata principalmente dagli amanti della fotografia faunistica grazie alle svariate specie di pinguini e di uccelli che sono facilmente avvistabili dalle colline e dai punti di osservazione dell’isola. I mesi migliori per osservare la fauna sono quelli che vanno da ottobre a Marzo. la parte più suggestiva è quella che prende il nome di “The Neck”, un istmo sabbioso che congiunge le due parti dell’isola. L’isola è facilmente raggiungibile con il servizio aereo locale e con le navi da crociera che sostano spesso presso The Neck. Sull’isola è possibile alloggiare in un campeggio, in due cottages e inoltre in un container presso The Neck. Carcass Island, che prende il nome dalla nave di sua maestà HMS Carcass, essendo l’unica isola priva di gatti e di altri predatori naturali è rifugio di diverse specie di uccelli di varie specie. Non ci sono escursioni guidate dell’isola ma è molto piccola quindi si può girare facilmente piedi. è possibile soggiornare sull’isola ma le risorse alimentari non sono molte e se si desiderano prodotti freschi è più conveniente acquistarli nella capitale.

New Islanda 240 km da Stanley è dal 1977 una riserva naturale protetta da una società no profit. Per mantenere intatta la riserva è permesso l’accesso solo a navi di piccole dimensioni che sostano d’avanti all’isola per circa tre ore, è possibile anche un soggiorno più lungo ma data la concentrazione di scienziati presenti sull’isola è piuttosto difficile trovare posto perciò è consigliabile informarsi prima. La fauna è una delle più variegate delle Falkland, l’esemplare più significativo è la Pachyptila belcheri appartenente alla specie delle procellarie , inoltre una vasta colonia di Pinguini Saltarocce e Di Albatri dai Sopraccigli Neri sulle scogliere occidentali. Sui litorali Orientali invece, più bassi e sabbiosi sono presenti Pinguini Magellano e Papua, Focene e Delfini. La sua storia di porto per baleniere è evidenziato dalla presenza dei resti dell’ex stabilimento di caccia nel sud dell’isola al largo della quale si possono ancora osservare tali cetacei. La ricca fauna non è l’unica attrattiva dell’isola che offre magnifici spettacoli naturalisti sia per le scogliere occidentali che per le spiagge orientali. Inoltre l’assenza di inquinamento luminoso permette magnifiche osservazioni astronomiche.

Prima dell’arrivo degli europei le Isole Malvine erano disabitate. Recenti ritrovamenti dimostrano che anche le popolazioni indigene provenienti dalla Patagonia arrivarono sull’isola. Ciò è verificato dalla presenza di reperti quali punte di frecce e resti di una canoa. Durante la prima guerra mondiale si verificò la battaglia navale delle isole Falkland tra alcuni incrociatori tedeschi e una preponderante flotta inglese. I tedeschi avevano intenzione di passare dall’Oceano Pacifico all’Atlantico, ma furono affondati dai britannici. Le isole contano circa 3.000 abitanti, in massima parte di origine britannica (scozzese). A differenza dai residenti in altri territori del Regno Unito, e nel Commonwealth, che hanno varie forme di autonomia, in risposta alla respinta invasione argentina, dal 1983, gli abitanti delle Falkland hanno ora la piena cittadinanza britannica. Le principali fonti di sostentamento sono la pesca e l’allevamento; si ritiene inoltre che nel sottosuolo dell’area vi siano giacimenti petroliferi. Grazie anche alla base militare costruita dagli inglesi dopo il 1982, e allo sviluppo turistico, l’economia dell’isola è in costante miglioramento.

La morfologia delle Falkland non è troppo tormentata. Poche le zone pianeggianti, ma il terreno è in prevalenza collinare, con altitudine massima sui 700 metri.  A stagioni invertite, la latitudine molto britannica e la comune marittimità del clima farebbero pensare a similitudini tra il clima di queste isole e quella della madrepatria, in particolare delle zona costiere e delle isole minori (il pensiero corre alle Ebridi o alle Shetland). Qualche punto in comune in effetti c’è: la ridotta escursione termica sia giornaliera che stagionale, la frequente nuvolosità, la presenza frequente di venti intensi a componente occidentale. Queste caratteristiche sono quelle appunto tipiche di un clima oceanico, ma mentre alle Shetland o alle Ebridi il clima è temperato, alle Falkland, pur essendo la latitudine minore, esso è di tipo subpolare. Se proprio vogliamo trovare una somiglianza, le Falkland possono essere paragonate alle europee Far Oer, che a 62°N sono però molto più vicine alle latitudini polari. E’ la diversità delle temperature tra l’Atlantico settentrionale e quello meridionale a fare la differenza. Mentre intorno alle Isole Britanniche e alle coste e isole norvegesi e islandesi scorre la tiepida corrente del Golfo, nell’Atlantico meridionale è la fredda corrente antartica a mantenere basse le temperature delle acque e di conseguenza quella delle terre emerse.

Dal punto di vista della situazione barica prevalente, le Falkland sono quasi sempre percorse dal flusso perturbato che si muove in quella cintura di basse pressioni che circonda il continente antartico, dove invece staziona in permanenza un’alta pressione di carattere termico. Le depressioni che con ritmo incessante scorrono da ovest verso est vengono annunciate dal vento di nordovest, si manifestano con il loro carico di precipitazioni, abbondanti soprattutto sui versanti occidentali dei rilievi, vengono seguite dal vento freddo di sudovest apportatore di effimere schiarite, ma anche di rovesci. Non esiste quindi una stagione asciutta, ma solo una leggera diminuzione delle precipitazioni tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, anche qui con una certa similitudine con quanto avviene alle Far Oer come alle Shetland.

Le precipitazioni, in questa situazione di venti spesso forti e piuttosto costanti, sono comunque influenzate fortemente dall’orografia. In genere sono comprese tra 1.000 e 2.000 mm, ma superano i 2.000 sui versanti montuosi esposti alle correnti oceaniche, mentre restano sotto i 1.000 mm nelle zone di relativa ombra pluviometrica sottovento ai medesimi rilievi. La neve cade normalmente fino al mare da maggio a ottobre sulla Georgia del Sud, dove comunque tempeste di neve improvvise possono raggiungere la costa anche in estate. Sulle Falkland la neve prevale sul mare solo da giugno a settembre, ma come non è infrequente che sotto i 3-400 metri piova anche in inverno, può nevicare in bassa collina anche nelle stagioni di mezzo. Le precipitazioni sono invece sempre in forma di pioggia in estate. La variabilità è comunque sovrana, quindi in uno stesso giorno, col succedersi dei fronti caldi e freddi si può per esempio passare, nell’inverno delle Falkland, dalla pioggia anche sui rilievi alla neve sul mare. Le isoterme al livello del mare sono in gennaio intorno ai 9°/10°C alle Falkland (comunque è febbraio il mese più caldo, altro omaggio alla marittimità), mentre in luglio siamo rispettivamente sui 2°/3°C. Il capoluogo delle Falkland è Stanley, a 51,7°S. Le sue temperature medie (tutte in °C) sono: luglio 2,0°, ottobre 5,2°, febbraio 9,3°, aprile 6,0°, anno 5,7°. Le precipitazioni ammontano a 643 mm/anno, con periodo più asciutto quello settembre-ottobre (39 e 38 mm) e periodo più umido da dicembre a maggio (record in gennaio con 72 mm).

Foche e pinguini sono le principali attrattive delle isole Falkland, i cui pochi abitanti sono per lo più dediti alla pesca e all’allevamento di ovini (si calcola che questi siano 700.000, con una popolazione umana che va poco oltre le 2.000 unità), con il turismo che va comunque assumendo importanza crescente nell’economia locale. Lo sviluppo turistico prese il via proprio subito dopo la guerra anglo-argentina, quando Margaret Thatcher pensò di rilanciarne l’economia e l’immagine, favorendo lo sviluppo di infrastrutture che permettessero a 2-3.000 persone ogni anno di visitare l’arcipelago.  Non si tratta certo di zone battute dal turismo di massa, ma la natura aspra e selvaggia attirano quella tipologia di turista alla ricerca di “wilderness” e non di eccessive comodità, lo stesso, più o meno, che nel nostro emisfero va a fare trekking alle Far Oer.

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