ISLANDA – “La Terra del Ghiaccio”

Pubblicato: 21 ottobre 2010 in Località Estreme

Islanda – “La Terra del Ghiaccio”

L’Islanda (da Ísland, “Terra del Ghiaccio”) è una nazione insulare dell’Europa settentrionale, nell’Oceano Atlantico settentrionale, situata tra la Groenlandia (200 km) e la Gran Bretagna, a nordovest delle Isole Fær Øer. Nell’aprile 2008 la sua popolazione era di 320.169 abitanti: ciò la rende (escludendo i microstati), il paese europeo meno popolato; la capitale è la città di Reykjavík. Reykjavík si trova nella parte sudovest dell’Islanda, nella parte nord orientale della penisola di Reykjanes. Da questa penisola passa la dorsale medio-atlantica che attraversa l’Islanda da sudovest a nordest, cosicché vi sono frequenti terremoti, che solitamente non hanno alcuna conseguenza sulle attività quotidiane. Nonostante la sua latitudine, la capitale islandese presenta un clima abbastanza mite per via dell’azione della corrente del golfo. La media delle temperature di gennaio è di 0 °C, anche se in caso di irruzioni di aria polare, essa può precipitare di diversi gradi sotto lo zero per intere settimane. L’estate al contrario si presenta molto fresca, talvolta anche fredda, infatti la temperatura media di luglio è di appena 11,5 °C. I venti intensi che interessano la città aumentano la percezione del freddo in tutte le stagioni. La media annuale delle precipitazioni si attesta sugli 878 mm.

L’interno consiste principalmente di un altopiano sabbioso desertico, montagne e ghiacciai, da cui molti fiumi glaciali scorrono verso il mare attraverso le pianure. Grazie alla corrente del Golfo, l’Islanda ha un clima temperato, relativamente alla sua latitudine, che ne consente l’abitabilità.L’Islanda è situata sulla frattura geologica del medio atlantico. Vi si trovano parecchi vulcani attivi, soprattutto l’Hekla e circa il 10% della superficie islandese è ricoperta da ghiacciai. L’isola ha parecchi geyser e un’ampia disponibilità di energia geotermica fa sì che buona parte della popolazione abbia acqua calda e riscaldamento a basso costo, nonché energia elettrica prodotta dalle centrali geotermiche. Alcuni litorali dell’isola sono formati da fiordi. È sempre sui litorali che si trova la maggior parte delle località abitate. Le principali città sono la capitale Reykjavík, Keflavík (ove si trova l’aeroporto) e Akureyri. L’isola di Grímsey situata sul circolo polare artico è la località abitata più settentrionale d’Islanda. Contrariamente alla Groenlandia, l’Islanda è considerata normalmente facente parte dell’Europa e non dell’America settentrionale. È la diciottesima isola più grande al mondo e la seconda d’Europa dopo la Gran Bretagna e prima dell’Irlanda.

È interessante notare come l’Islanda, intesa come isola e non come Stato, è tutta situata, anche se di pochissimo, a sud del Circolo Polare. Nel punto a nord est, il Capo di Rifstangi, il Circolo Polare dista appena tre chilometri. Nessun punto della superficie dell’isola supera questo famoso parallelo, che delimita da sud la Calotta Polare artica. Solo l’isolotto di Grímsey, e nella parte nord (perciò per pochi chilometri) viene tagliato dal parallelo del Circolo. Dal Circolo Polare in poi, andando a nord, oppure rimanendo a sud del circolo polare, ma recandosi su una collina sufficientemente elevata (anche di cento metri) si può ammirare lo spettacolo del sole di mezzanotte. Proprio sul Circolo, solo un giorno all’anno, quello del solstizio d’estate, il 21 giugno; mentre man mano che si sale verso nord il periodo aumenta, con il massimo di sei mesi proprio sull’esatto Polo Nord. Comunque, per effetto della rifrazione atmosferica, anche per diversi km. a sud di questo Circolo, e anche al livello del mare, si può osservare e ammirare il Sole di mezzanotte. La presenza di spaccature e canyon di ogni dimensione e forma, dovuti all’incessante attività geotermica, fanno sì che la presenza delle cascate formate dall’acqua dei numerosi fiumi e ruscelli che scorrono dai ghiacciai all’oceano sia pressoché infinita, se ne contano più di diecimila su tutto il territorio.

L’Islanda si trova in una zona di forti contrasti termici sia atmosferici (tra i tiepidi venti sud occidentali e quelli freddissimi che scendono dalla Groenlandia) che marini e quella fredda proveniente dal continente nordamericano, Groenlandia compresa). Tale situazione di contrasto genera intorno all’isola una zona di bassa pressione quasi permanente, che è stata battezzata “Depressione d’Islanda“. Essa influenza il clima dell’isola più di ogni altro fattore, determinando un’estrema variabilità della forza dei venti, della loro direzione e dell’umidità delle masse d’aria. Di conseguenza, in Islanda, repentini passaggi dalla pioggia al bel tempo e di nuovo al maltempo sono la regola anziché l’eccezione. Non sono inoltre rare violente tempeste, dovute a passaggi di depressioni con valori barici anche inferiori ai 950 hPa. Relativamente alla latitudine (63-66° N) e nonostante le sue propaggini settentrionali sfiorino il circolo polare artico, l’inverno dell’Islanda non è eccessivamente freddo, soprattutto per l’influenza (come detto) di parte della Corrente del Golfo, che sfiora l’isola sui suoi versanti meridionale e sudoccidentale. L’estate invece è molto breve e fresca (massime di luglio a Reykjavík sui 13º C e minime sui 7º C).

Il record caldo della capitale è 24,8º C, mentre quello assoluto islandese è 30,5º C (piuttosto alto, ma si deve tener conto del calore cittadino che, anche in centri abitati spaziosi come quelli dell’isola, mantiene le temperature almeno sui 2-3º C al di sopra delle aree extraurbane). In genere nei giorni più caldi (a luglio) si superano di poco i 20º C, ed è considerata già una notevole ondata di caldo. All’interno e a nordovest il clima è quindi molto più rigido e manca una vera e propria estate. I ghiacciai occupano l’11% dell’isola e si trovano anche ad altitudini collinari (lingue si spingono quasi fino al mare, anche a 50 m s.l.m.), e in zone ombrose gelo e neve rimangono tutto l’anno. Le piogge, dipendenti in massima parte dalla direzione del vento, ammontano a circa 1000–1600 mm annui lungo le coste meridionali e orientali, a 700–1000 mm all’interno dell’isola, a 800 mm a Reykjavík e a 400–600 mm a nord e nordest. La parte con precipitazioni più basse dell’isola si trova a nord dell’enorme ghiacciaio Vatnajökull dove esse sono inferiori a 400 mm. Le nevicate possono accadere anche a inizio giugno e fine agosto nell’entroterra.

In inverno, come detto, le temperature sono miti e non scendono di molto sotto lo zero: nei giorni più freddi (in gennaio) nelle regioni costiere meridionali si hanno temperature attorno ai 0º C, negli altopiani centrali attorno ai -10º C e nelle zone settentrionali tra -25º e -30º. Nonostante ciò, le gelate sono molto frequenti e sono rare giornate molto al di sopra dello zero. Ci possono essere anche escursioni termiche giornaliere molto marcate, ma esse sono strettamente legate alla direzione di provenienza del vento (anziché all’alternanza di luce ed oscurità). L’arcipelago di Vestmannaeyjar, che si trova al largo della costa meridionale, è la zona con il clima più oceanico. Qui sono molto frequenti le giornate di forte vento con nevischio: la neve cade spesso, ma generalmente non ci sono grandi accumuli (non oltre i 15–20 cm). L’estate è invece estremamente piovosa e fresca. In sintesi, il clima islandese è inadatto all’agricoltura (che pure potrebbe trovare condizioni favorevoli nei terreni vulcanici così fertili).

La popolazione si distribuisce, come in passato, lungo le aree costiere pianeggianti, in particolar modo nelle regioni occidentali. Le zone interne sono invece pressoché disabitate, fatta eccezione per alcune vallate. L’unico centro abitato dell’Islanda che possa definirsi città è Reykjavík, la capitale, in cui risiede quasi il 40% della popolazione. Oltre che sede politica e amministrativa è anche il principale centro industriale, possiede un porto e un aeroporto. La qualità della vita è piuttosto alta. Le altre “città” principali si trovano, inevitabilmente, tutte lungo la costa. Oltre a Reykjavík, sempre a sud, si trovano Hafnarfjörður, Kópavogur, Selfoss e Keflavík, sede dell’aeroporto internazionale. Nella parte ovest dell’isola tra i principali centri si annovera Akranes, mentre a nord Akureyri ed Húsavík. L’isola più importante è Vestmannaeyjar.

L’industria agricola islandese è ostacolata dal clima; principalmente consiste nella coltivazione di patate e verdure (in serre), allevamento di pecore e pesca. L’Islanda è altamente dipendente dall’industria peschereccia, la quale fornisce il 70% delle esportazioni del paese e sfrutta il 4% della forza lavoro. Il paese ha poche risorse minerarie: in passato venivano sfruttati giacimenti di zolfo e la diatomite veniva estratta dai depositi del lago Mývatn. Per ragioni ambientali i depositi sono stati chiusi. L’Islanda offre anche un grande apparato industriale, attivo in vari settori ma soprattutto sul settore del pesce e della metallurgia. Grazie alle fonti idroelettriche e geotermiche, le società energetiche forniscono all’Islanda più del 70% dell’energia necessaria agli abitanti: in proporzione, di più di qualsiasi altro stato. Il 99,9% dell’energia elettrica viene generata da fonti rinnovabili.

In Islanda la rete ferroviaria è assente. La strada n.1 (Hringvegur) che gira come un anello attorno all’isola è lunga attualmente circa 1.300 km. Attualmente è asfaltata per ampi tratti, mentre alcuni anni fa lo era solo presso la capitale Reykjavík. I sistemi aeroportuali sono sviluppati in tutto il territorio. Il principale aeroporto per voli internazionali si trova a Keflavík (Aeroporto di Keflavík) circa 50 km da Reykjavík. A Reykjavík si trova un aeroporto più piccolo per i voli nazionali e aeroplani privati. In Islanda sono presenti tre parchi nazionali: Parco nazionale Þingvellir, Islanda centro-meridionale, Parco nazionale Skaftafell, Islanda sud-orientale, Parco nazionale Jökulsárgljúfur, Islanda nord-orientale.

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