ISOLA DI TERRANOVA – “La Terra Nuova”

Pubblicato: 20 ottobre 2010 in Località Estreme

Isola di Terranova 49° N – “La Terra Nuova”

Terranova (in inglese Newfoundland) è un’isola canadese dell’Oceano Atlantico di 111.390 km² e 512.930 abitanti. Fa parte della provincia di Terranova e Labrador, il cui capoluogo, St. Johns, si trova nell’isola.  St. Johns è la più antica città del Nordamerica (fu fondata nel 1528). Colonia britannica dagli anni ottanta del Cinquecento fu assalita ripetutamente da francesi e olandesi nei due secoli seguenti. Costruita in massima parte con materiali legnosi, subì nel corso del XIX secolo ben quattro incendi (l’ultimo nel 1892) che la distrussero quasi interamente. La città ha un clima assai mutevole e presenta un ampio ventaglio di fenomeni meteo. Considerando una temperatura media del mese più freddo inferiore ai -3°C, precipitazioni abbondanti tutto l’anno, il mese più caldo con temperatura media di 16° e quattro mesi con temperatura media al di sopra dei 10°C il clima di Saint Johns appartiene ad una zona di transizione. Infatti a gennaio la città ha una media assoluta (cioè media tra le massime e le minime giornaliere) di -4,8°C che sale a 15,5°C ad agosto. Luglio però ha le medie massime più alte dell’anno, 20,3°C, mentre febbraio rileva le medie delle minime più fredde, -9,3°C. Tra novembre e aprile le medie delle minime restano sotto zero e a gennaio e febbraio anche le medie delle massime sono negative.

Se le stagioni estive sono uggiose e ventose con brevi periodi caldi gli inverni sono molto freddi e nevosi: nei mesi più gelidi dell’anno la città può essere spazzata da blizzard che fanno crollare le temperature di parecchi gradi sotto lo zero, riducono la visibilità e bloccano il traffico sotto diversi cm di neve. Altri fenomeni associati alle basse temperature e che creano difficoltà non piccole alla città è la pericolosa pioggia congelantesi che può ricoprire alberi, tetti, strade e auto sotto diversi cm di pesante ghiaccio.

St. Johns pur essendo sul mare (da qui le abbonanti precipitazioni, le nebbie e le tempeste oceaniche frequenti) ha un clima decisamente continentale perché del tutto aperta ai gelidi venti che scendono dall’artico canadese. Questo non vuol dire che l’estate è sempre fresca tant’è che, dal cuore del continente Nord-Americano, sono possibili rimonte calde che portano le temperature della città sopra i 25°C (la città ha un record di 33,9°C). Tra maggio e settembre, qualche volta anche ad aprile e ottobre, si registrano 48 giorni con temperature massime uguali o superiori ai 20°C.

L’inverno resta molto freddo soprattutto quando soffiano i venti da Nord e Nord-Ovest. Durante l’anno si registrano mediamente 69 giorni di ghiaccio (a gennaio 19 giorni), cioè con massime inferiori allo zero, che si distribuiscono tra novembre e aprile, raramente anche all’inizio di maggio. Per quanto riguarda le minime sono circa 39 i giorni (quasi tutti concentrati tra novembre e aprile) con valori uguali o inferiori ai -10°C mentre sono 174 quelli con minime inferiori allo zero. La temperatura più bassa registrata è stata di -29,4°C.

Le precipitazioni sono ben distribuite tutto l’anno e in totale cadono 1513,7 mm (minimo di 89,4 mm a luglio e massimo di 161,9 mm a ottobre). Solo tra luglio e agosto non sono mai state registrate delle nevicate mentre tra gennaio e febbraio la maggior parte delle precipitazioni sono sotto forma nevosa. Il 30 settembre del 1965 si verificò la nevicata più abbondante per il 9ºC mese dell’anno (anche se solo 0,3 cm) mentre la più copiosa di giugno è stata quella del 1959 quando giorno 10 si accumularono 13,5 cm. Ma così come le nevicate sono possibili nella maggior parte dell’anno allo stesso modo le piogge sono frequenti anche in pieno inverno, soprattutto quando i venti soffiano dall’oceano o sono meridionali. Febbraio è il mese in cui il manto nevoso raggiunge mediamente l’altezza maggiore, 26 cm di media (il 9 febbraio del 2001 si toccò il valore record di 180 cm), ma le nevicate possono essere abbondanti anche in primavera tant’è che il 5 aprile del 1999 caddero 68,4 mm di neve (record dell’anno, almeno fino agli anni 90). Le precipitazioni tendono ad essere a carattere più violento, a volte anche con temporali, in estate mentre d’inverno sono più moderate anche se più durature. Il 27 luglio del 1947 si riversarono sulla città 121,2 mm di pioggia.

A St. Johns sono più i giorni con precipitazioni che quelli asciutti: durante l’anno i giorni con almeno 0,2 mm sono ben 216 (mentre sono 12 i giorni con almeno 25 mm) con un massimo di 22 giorni a dicembre e un minimo di 13 a luglio.Solo luglio e agosto vedono prevalere, se pur di pochissimo, i giorni senza precipitazioni, rispettivamente 18 e 17 giorni. Di questi 216 giorni di precipitazioni 84 registrano anche (o solo) fenomeni nevosi con accumuli pari o superiori agli 0,2cm. Gennaio è il mese con il maggior numero di giorni nevosi, 18 giorni, mentre durante l’anno sono 9 i giorni con accumuli di almeno 10 cm.

Uno dei fenomeni più presenti nel clima della città è ovviamente il vento. La città in questo senso esprime al meglio tutta la sua oceanicità con ventilazione sostenuta e frequenti tempeste o bufere di vento con o senza precipitazioni. Il vento soffia in prevalenza da SW (quindi dall’Oceano Atlantico) con una certa forza, in media per 23 km/h: il mese più ventoso è gennaio (28 km/h), quello meno ventilato è agosto (20 km/h). Il 16 febbraio del 1959 si raggiunse un vento orario di 137 km/h mentre il 15 marzo del 1956 si toccò una raffica record di 193 km/h. I giorni durante l’anno in cui si registrano raffiche di almeno 52 km/h sono 57 mentre quelli con venti di almeno 63 km/h sono 22. Quando il vento è associato a freddo intenso il wind chill (ossia la temperatura di raffreddamento, diversa da quella reale, avvertita da un corpo su cui soffia il vento) può scendere di decine di gradi al di sotto dello zero, anche fino a – 40°C. L’umidità è ovviamente molto alta tutto l’anno favorendo frequenti nebbie (visibilità al di sotto di 1 km): mediamente si registrano 50 ore di nebbie al mese con una punta media di 117 ore ad aprile e “solo” 34 ore sia a settembre che ad ottobre.

Altri centri principali sono: Corner Brook, Grand Falls, Placentia e Carbonear. L’isola è posta davanti alla costa orientale del Canada. Lo Stretto di Belle-Isle la separa dalla penisola del Labrador, posta sul continente, mentre lo Stretto di Caboto la separa invece, a sud-est, dall’Isola del Capo Bretone. L’isola si presenta come una piattaforma ondulata, di forma approssimativamente triangolare, i cui vertici sono Cape Bauld a Nord-Ovest (nella Northern peninsula), Cape Ray a Sud-Ovest e Cape Race a Sud-Est (nella penisola di Avalon). Il territorio è disseminato di piccoli laghi, fiumi ricchi di acque, ed è ricoperto di foreste, soprattutto di conifere. Il clima, come quello del Canada, è continentale freddo. Dal punto di vista geologico, Terranova è infatti costituita da rocce che abbracciano un gran tratto della scala dei tempi geologici: Precambriano, Cambriano, Ordoviciano e Siluriano, interrotte da formazioni eruttive posteriori, resti di isole vulcaniche fossili, e da formazioni ofiolitiche, resti dell’antico oceano Giapeto, un precursore dell’Oceano Atlantico posto fra gli antichi continenti Laurentia e Baltica. Gli unici rilievi dell’isola, i monti Long (Long Range), hanno altezza inferiore a 800 m, sono attribuiti all’orogenesi Caledoniana, l’antico sistema montuoso del Paleozoico che univa rilievi identificabili attualmente in Scandinavia, Gran Bretagna e USA (i monti Appalachi).

La penisola di Avalon ha origine differente: deriva infatti da Avalonia, un microcontinente che si è separato da Gondwana agli inizi dell’Ordoviciano, si è spostato progressivamente attraverso il Mare di Tornquist per entrare collidere, insieme a Baltica, col continente Laurentia nel Siluriano e nel Devoniano per dare origine dapprima, con la chiusura dell’oceano Giapeto, al continente Laurussia, e successivamente al supercontinente Pangea. Durante il Cretaceo, allorquando Pangea iniziò a frammentarsi, la crosta continentale di Avalonia venne divisa in due dall’oceano Atlantico la cui apertura avvenne grosso modo avvenne seguendo l’antica catena sorta dall’orogenesi Caledoniana, ossia i confini dell’antico oceano di Giapeto, quasi dovunque: tranne nella penisola di Avalon.

La popolazione, è per lo più di origine inglese, ma con una forte minoranza di origine francese, è concentrata lungo le zone costiere, mentre le zone interne sono quasi del tutto disabitate. Un tempo la principale attività di Terranova era la pesca del merluzzo; alla fine dell”800 si diceva che vi fossero più milionari a St Johns che nel resto dell’America. Lo sfruttamento intensivo dei Grandi banchi da parte dei pescherecci stranieri di alto mare, verso il 1990 ha mandato in rovina questa attività. La pesca è attualmente limitata alla pesca delle aragoste, svolta ancora nel modo tradizionale. Le principali attività economiche riguardano lo sfruttamento delle risorse forestali e l’industria mineraria. L’agricoltura ha un’importanza secondaria nell’economia del paese, tranne l’allevamento degli ovini e del pollame.

 

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