NUOVA SCOZIA – A nord est del Canada

Pubblicato: 19 ottobre 2010 in Località Estreme

Nuova Scozia 44° N – A nord est del Canada

La Nuova Scozia è una provincia Federale del Canada, sull’Oceano Atlantico. Assieme a Nuovo Brunswick e all’Isola del Principe Edoardo è una delle tre Province marittime. La capitale è Halifax. Altre città importanti sono Yarmouth, Sydney, e Antigonish. La provincia atlantica della Nuova Scozia ha una superficie di 55.283 km² (il doppio della Sicilia) ma ha solo 934.782 abitanti. La penisola Nuova Scozia si estende a nord est dello stato americano del Maine ed è connessa alla terraferma da una piccola striscia di terra. La costa ha una lunghezza di ben 7.500 km. Il mare è onnipresente, ed è proprio l’acqua a dare al paesaggio la sua caratteristica: insenature, fiumi, laghi sono numerosissimi. Sono presenti numerose aree boschive ed aree rimaste ancora allo stato naturale. La Nuova Scozia, poi, vanta la presenza di tre parchi di rilevanza nazionale, primo fra tutti per dimensioni e per fama il Cape Breton Highlands National Park, nella parte Nord della regione, percorso da innumerevoli sentieri panoramici, da cui gli amanti del trekking potranno godere di scenari mozzafiato a picco sulle magnifiche scogliere.

Secondo la nota classificazione dei climi di Köppen la Nuova Scozia appartiene alla fascia del clima freddo, nivale, a foresta, umido tutto l’anno (cioè senza mesi con precipitazioni nulle o scarse) e con estate calda (ma con temperature medie del mese più caldo inferiore ai 22°) o fresca (meno di 4 mesi con medie superiori ai 10°), quest’ultima nelle zone più settentrionali della regione. La Nuova Scozia è una penisola e quindi è in gran parte circondata dal mare (l’Oceano Atlantico ad Est e Nord-Est, il Golfo di San Lorenzo a Nord-Ovest e la Baia di Fundy a Sud-Ovest) ma si trova anche ad Est dell’enorme massa continentale canadese che in inverno gela quasi per intero. Questi due fattori fanno si che il clima di questa provincia del Canada abbia caratteri sia marittimi che continentali: marittimo per le temperature più contenute rispetto alle aree interne del paese, per le abbondanti precipitazioni, per la ventilazione sostenuta e le tempeste oceaniche che frequentemente spazzano questa regione, continentale per i forti scarti termici tra la stagione estiva e quella più fredda e per i rigori dei mesi invernali.

Così se d’estate la fredda corrente oceanica (e in genere l’azione mitigatrice delle acque) tiene relativamente basse le temperature superficiali dei mari più a Sud (fino a 8° le acque della Baia di Fundy e quelle dell’Oceano Atlantico) contribuendo a rinfrescare le zone costiere e limitando in tutta la provincia gli eccessi di calore tipici delle aree più interne del paese, d’inverno, quando le temperature dell’oceano e quelle della Baia di Fundy oscillano tra i 4 °C e i 0 °C, la Nuova Scozia vive stagioni meno rigide di quelle che si presentano nelle aree interne canadesi dove le temperature scendono frequentemente anche sotto i – 40° C. Per altro a fine agosto le temperature delle acque oceaniche che bagnano le coste (anche quelle più settentrionali) raggiungono i 18 °C, questo fattore rende attive le brezze marittime prolungando di un paio di settimane, rispetto alle regioni canadesi più interne, la stagione estiva. Solo d’inverno, quando il Golfo di San Lorenzo e lo Stretto di Northumberland ghiacciano completamente, nelle zone più settentrionali della Nuova Scozia l’influenza delle acque marine si annulla. Inoltre la stagione invernale tende a prolungarsi quando a inizio primavera le zone marittime settentrionali (occasionalmente anche la Baia di Fundy) restano ancora bloccate dai ghiacci.

Questa regione è anche l’area con i maggiori quantitativi pluviometrici di tutta la costa Nord-Orientale compresa tra gli Stati Uniti e il Canada. In effetti la Nuova Scozia ha medie pluviometriche annuali che non scendono sotto i 1000-1100mm e gli stessi rilievi della regione, costituiti solo da modeste colline la cui massima elevazione si trova nella zona più settentrionale (nell’isola del Capo Bretone si raggiungono i 530 metri di altezza), riescono a fare impennare ulteriormente le già consistenti precipitazioni tant’è che nell’area compresa tra le coste dell’Oceano Atlantico e quelle di Cape Breton si superano i 1600mm medi annui (Halifax, la capitale che si trova al centro della penisola ed è bagnata dall’Oceano Atlantico, ha una media annua di 1508mm). Il resto della provincia viaggia oltre i 1300-1400mm mentre la zona meno piovosa (intorno i 1000-1100mm) è quella lungo lo stretto di Northumberland che ghiacciando in inverno tende a rendere più estese e stabili le aree di alta pressione che si formano sopra le terre gelide del Canada. Le precipitazioni sono più abbondanti nel semestre invernale e relativamente meno cospicue in estate ma nel mese meno piovoso i totali pluviometrici medi mensili non scendono sotto i 75-80mm circa.

In media il 15% delle precipitazioni totali della Nuova Scozia cade sotto forma di neve, valore che sale a circa il 30% nella zona dell’isola di Capo Bretone. Le zone meno nevose sono, ovviamente, quelle costiere più meridionali a cavallo tra l’Oceano Atlantico e la Baia di Fundy, qui cadono poco meno di 150cm di neve all’anno. I cm superano i 300 nelle zone collinari più interne e nell’isola del Capo Bretone (il centro storico di Halifax registra ha una media annua di circa 160cm). Le abbondati nevicate della Nuova Scozia sono anche il prodotto dello scorrimento dell’aria gelida artica o occidentale su superfici marine che generalmente anche nei mesi più freddi dell’anno tendono (tranne quelle indicate sopra) a non gelare. Fenomeno simile a quello, più famoso, che si verifica lungo le sponde dei Grandi Laghi del Nord-America (” Lake effect snow “). Il periodo dell’anno in cui al suolo sono presenti almeno 2,5cm di neve varia dai 110 giorni lungo le coste meridionali ai 140 nelle zone interne e più settentrionali.

La zona di Cape Sable, punta Sud-orientale della Nuova Scozia, è quella più mite di tutta la provincia con più di 6 mesi all’anno senza temperature sotto lo zero. Ma la maggio parte delle zone agricole della Nuova Scozia registrano dai 120 ai 130 giorni senza gelo (da fine maggio ai primi di ottobre) che salgono fino a 140 nelle zone più meridionali e scendono sotto i 100 nella zona dell’isola di Capo Bretone. I venti sono prevalentemente meridionali o sud-occidentali in estate mentre si dispongono da Ovest Nord-Ovest in inverno. Quello della Nuova Scozia è un clima molto ventoso e soggetto a frequenti e repentine variazioni anche nell’arco delle 24 ore. In una stessa giornata invernale si può passare dal sole alla pioggia e infine alla neve così come la neve può trasformarsi in pioggia che subito dopo può ghiacciare o può tornare il sole.

Caratteristiche (in una regione in cui in tutto l’anno l’umidità è elevata) sono le nebbie. Più frequente nella stagione estiva e lungo le coste la nebbia è causata dalla differenza termica tra l’Oceano Atlantico e le più elevate temperature dell’aria ma anche dallo scontro tra le acque più calde e quelle più fredde (Corrente del Labrador) dell’oceano. Spesso queste nebbie marittime tendono ad estendersi anche nelle zone più interne (soprattutto la notte). Infatti la Nuova Scozia è una delle regioni del pianeta con il maggior numero di giorni di nebbia. In alcune giornate si possono avere contemporaneamente veloci e densi banchi di nebbia, vento sostenuto e precipitazioni che nel periodo più freddo possono essere nevose. L’aeroporto di Halifax (che rispetto alla città è più interno) ha una media di 122 giorni con almeno 1 ora di nebbia, Yarmouth 118, mentre Sydney (zona dell’isola di Capo Bretone) 80. I giorni senza ” sole ” (giorni come meno di 5 minuti di sole) sono circa 83 con un massimo tra novembre e febbraio.

Questa regione atlantica essendo spesso sede di scontro tra diverse e grosse masse d’ aria (soprattutto tra quelle continentali che scendono dall’Artico canadese e quelle meridionali e calde che risalgono lungo le coste orientali) viene frequentemente battuta da forti tempeste oceaniche, profonde depressioni che provocano il crollo della pressione e scatenano venti sostenuti e piogge abbondanti e battenti. In effetti la Nuova Scozia è la provincia con più tempeste di tutto il Canada e può essere interessata da tempeste di origine tropicale e addirittura da uragani caraibici che, soprattutto tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, risalgono lungo la costa orientale del Nord America. Il più violento degli ultimi tempi è stato certamente l’uragano Juan che ha colpito in pieno la capitale Halifax del settembre del 2003. Nonostante ciò la Nuova Scozia non ha, a causa delle estati relativamente fresche e di rilievi modesti che non favoriscono la termo-convezione, un numero elevato di giorni con temporali (circa 10 all’anno), mentre i tornado sono piuttosto rari.

Tutte e quattro le stagioni della Nuova Scozia hanno caratteristiche ben precise. – In AUTUNNO si passa facilmente da giornate ancora tiepide a periodi molti freddi che, grazie alle correnti Nord-Occidentali, portano nella seconda parte della stagione delle nevicate anche lungo le coste. In genere la prima sporadica neve sulle zone costiere cade già a novembre. L’estate indiana l’autunno caldo caratteristico del Nord America, qui è decisamente meno “caldo” e più raro di quello statunitense e delle zone centrali del Canada. Questa è anche la stagione in cui grazie ai primi freddi si verifica il suggestivo e affascinante fenomeno (anche se meno intenso di zone limitrofe come il Maine) del ” foliage ” ossia l’esplosione di un’ intensa colorazione dalle tonalità pastello, soprattutto rosso e marrone, delle foglie degli alberi.

L’INVERNO è molto nevoso con temperature minime che possono scendere al disotto dei -15º (qui i record negativi assoluti sprofondano, anche nelle zone costiere, oltre i -20/-30º). In questa stagione il repentino cambiamento della provenienza dei venti (atlantici, artici, meridionali o occidentali) può far variare rapidamente le temperature nell’arco delle 24h passando così da rapidi disgeli a veloci congelamenti o viceversa. Nei mesi più freddi le medie delle temperature massime delle città costiere della Nuova Scozia sono sotto lo zero o intorno a questo valore. Yarmouth, nell’estremo Sud e quindi nella zona meno fredda di tutta la penisola, ha una media termica assoluta (media tra minime e massime) di gennaio di -3 °C. Ma anche in questa stagione, soprattutto quando soffiano le più tiepidi correnti Sud-Occidentali, le piogge si presentano frequentemente alternandosi con le nevicate. Ovviamente le piogge invernali sono sempre meno probabili man mano che ci si allontana dalla costa e si risale verso Nord. Nei mesi più freddi possono prodursi veri e propri blizzard (almeno 1 o 2 ogni inverno) ossia tempeste di neve con accumuli notevoli in poche ore, venti violentissimi (anche oltre i 150 km/h) e temperature di parecchi gradi sotto lo zero. Tra le più imponenti serie di blizzard che hanno colpito la Nuova Scozia sono certamente da ricordare quelli che sono scaturiti da un sistema depressionario atlantico ribattezzato, dal nome dell’uragano che aveva colpito la stessa regione nel settembre precedente, White Juan (bianco Juan) e che tra il 17 e il 20 febbraio del 2004 interessò le province Sud-Orientali del Canada causando nevicate eccezionali e continue.

Infatti alla fine della seconda decade del febbraio di quell’anno una profondissima depressione atlantica salì verso Nord posizionandosi prima a Sud e poi Est delle coste della Nuova Scozia attivando così venti violenti da Nord-Nord-Ovest. Nei giorni precedenti aria freddissima dal Labrador e dall’Artico orientale del Canada aveva fatto crollare di parecchi gradi sotto lo zero le temperature delle città della Nuova Scozia. L’arrivo della depressione innescò immediatamente intense tormente di neve che paralizzarono l’intera regione. In alcuni casi i blizzard si trasformarono in veri e propri temporali di neve. Le copiose nevicate accompagnate da venti con forza da uragano (in alcuni casi si superarono i 120 km/h) bloccarono il sistema viario e causarono diverse interruzioni dell’energia elettrica, la chiusura di scuole, fabbriche e uffici, I danni furono enormi incalcolabili, a largo alcune onde raggiunsero i 10/15 metri di altezza. Molte zone batterono i record di accumuli nevosi in un solo giorno. Ad Halifax la neve misurata arrivò all’altezza di 96cm, a Lower Sackville 91 cm, a Yarmouth 83 cm. Grazie agli accumuli eolici alcuni palazzi furono seppelliti dalla neve fino al 2 o 3 piano. Ci vollero diverse settimane per riportare la situazione alla normalità. Altri fenomeni pericolosissimi (soprattutto per il traffico stradale) che si verificano nei mesi più freddi dell’anno sono la pioggia congelantesi, la nebbia congelantesi e le tempeste di ghiaccio.

La PRIMAVERA resta fredda e fino ad aprile si registra qualche nevicata mentre da maggio in poi, fra l’alternarsi di piovose perturbazioni oceaniche e i primi calori pre-estivi, si assiste ad un progressivo aumento delle temperature con una vera e propria esplosione di colori grazie al risveglio della vegetazione.

L’ ESTATE è tiepida e piovosa con medie massime che generalmente non superano i 22-23°. Di giorno le zone interne lontane dall’effetto refrigerante del mare tendono a registrare circa 5 °C in più delle aree costiere (effetto rinfrescante che perdura anche di notte ma che si riduce ad una differenza di circa 2 °C). Sono pochi i giorni in cui si registrano valori termici oltre i 28° ma può capitare che aria molto calda dagli Stati Uniti centrali arrivi fin su queste coste facendo schizzare le massime oltre i 30° (i record assoluti superano i 35°) In questa stagione, soprattutto nelle prime ore del mattino (ma non solo), si formano frequenti, estesi e densi banchi di nebbia.

La Nuova Scozia, nota fino a ieri come la “provincia dimenticata” è una regione in rapida crescita economica. Da un’economia basata sulla pesca e la foresta si sta evolvendo in una dei servizi (il turismo è un fattore importante ma anche l’Information technology e l’industria aerospaziale). Inoltre le riserve di petrolio e gas che sono state trovate nell’atlantico ne fanno una regione strategica per l’energia. La capitale della provincia Halifax è una grande città moderna con un cuore storico. Qui si può trovare un grande porto, ottime università, dependance di tutte le compagnie più importanti e un’intensa vita culturale.

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