OYMYAKON – Il paese più freddo del mondo

Pubblicato: 18 ottobre 2010 in Località Estreme

 Oymyakon 63° N – Il paese più freddo del mondo

Siamo in Yakuzia, regione nord-orientale della Siberia; è nato qui, nel 1640, sulle rive del fiume Indigirka, Oymyakon paese che oggi conta un migliaio di abitanti e che nel 1926 ha toccato la temperatura più bassa che sia mai stata registrata in un paese abitato: – 71.2 gradi sotto zero! Oymyakon significa “acqua non congelata” e il nome probabilmente è legato alle sorgenti calde sotterranee che impediscono al fiume di ghiacciare durante il lungo inverno, cosa essenziale per la sopravvivenza della vita in questo remoto paese.

Qui infatti la stagione invernale dura nove mesi e la temperatura abituale è di circa -50 gradi, mentre nel breve periodo estivo la temperatura può raggiungere anche i 30 gradi; le casette sono fatte in legno e riscaldate a carbone (dentro si sta sui 30 gradi per accumulare calore e resistere più a lungo alle rigide temperature esterne), i bagni si trovano in giardino in piccole capanne non riscaldate e non ci sono strutture alberghiere (si alloggia nelle case degli abitanti); il pesce viene venduto congelato (bastano circa 30 secondi perché si geli una volta pescato) e così anche il latte, venduto in forme molto simili a quelle di formaggio.

L’evento principale ad Oymyakon è il Kaltepol Festival, il festival del polo del freddo, che si tiene nel mese di marzo. Visitatori regolari del festival sono Babbo Natale, dalla Lapponia, e padre Frost, da Veliky Ustyug: l’evento principale è un rally di 1270 chilometri su strade innevate tra Yakutsk, la capitale della Yakuzia, e Oymyakon, ma non mancano spettacoli, una fiera di abbigliamento, arte e cucina dei popoli del nord, una corsa di renne, una gara di pesca e molto altro ancora.

Oymyakon (o Ojmjakon) è un villaggio di circa 900 abitanti situato nella repubblica autonoma russa di Sakha (Jakutia), Siberia orientale, sulle rive del fiume Indigirka a 740 m sul livello del mare. In origine abitato solo nel breve periodo estivo da cacciatori nomadi di renne, a partire dagli anni ’20, a seguito delle pressioni del governo Sovietico per rendere sedentarie le popolazioni nomadi asiatiche, il villaggio fu reso permanentemente abitato anche nella stagione invernale.

Il 26 gennaio 1926 fu registrata una temperatura di −71.2 °C, in assoluto la temperatura più bassa mai misurata in una zona abitata del pianeta. Il terreno in cui si trova Oymyakon è ghiacciato per la maggior parte dell’anno con temperature medie di -45°C durante il lungo inverno e che possono andare oltre i +25°C nel breve periodo estivo. Le acque del fiume Indigirka invece curiosamente non sono ghiacciate per la presenza di sorgenti calde.

Nei mesi di gennaio e febbraio 2006, durante uno degli inverni più freddi degli ultimi 30 anni, la temperatura di Oymyakon non è mai salita sopra i -50°C.  La popolazione locale vive in case riscaldate a carbone a temperature elevate, anche 30 °C, in modo da poter assorbire tanto calore e poter resistere più a lungo una volta all’esterno. Non esistono terre coltivate, si osserva solamente una minima vegetazione autoctona tipica della tundra. Gli alimenti naturali sono costituiti da carne e latte di renna e di cavallo.

La vita a temperature così basse è estremamente difficile e molto diversa da quella alle temperature abituali: molti oggetti usati abitualmente nella vita quotidiana a temperature così basse sono inutilizzabili, in quanto gli elementi costituenti possono cambiare la loro struttura atomica. A titolo di esempio alcuni dispositivi elettronici come i normali telefoni cellulari vengono danneggiati in maniera irreversibile se esposti anche per breve tempo a temperature di -40°C.

Oymyakon detiene il primato di polo Nord del freddo, come viene testimoniato da un monumento che si incontra attraversando l’abitato, in quanto è il centro abitato dove è stata misurata la temperatura più bassa del pianeta. La temperatura più bassa in assoluto (in un luogo non permanentemente abitato) è invece stata misurata in Antartide, nei pressi della stazione scientifica russa di Vostok, dove il 24 agosto 1960 è stata registrata la temperatura di -88,3 °C (-129 °F). Oltre Oymyakon, altri due centri abitati della Siberia Orientale, Verkhoyansk e Tomtor, sono famosi per le loro temperature rigidissime, che nei mesi invernali possono arrivare ai -65° C.

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