DENALI NATIONAL PARK – Alaska, nelle Terre Estreme

Pubblicato: 18 ottobre 2010 in Località Estreme

DENALI NATIONAL PARK 63° N –  Alaska, nelle Terre Estreme

Il Parco Nazionale di Denali, il cui nome ufficiale è Denali National Park and Preserve, è un parco nazionale statunitense situato 382 km a nord di Anchorage. È il principale parco nazionale dell’Alaska e vi si trova il monte McKinley, che con i suoi 6.194 metri è la più alta cima dell’America settentrionale. Il nome originale del monte era Denali, che significa “il più grande” in lingua athabaska. Gli fu cambiato in onore del presidente degli Stati Uniti William McKinley. L’antico nome è rimasto per designare il parco nazionale. Il parco nazionale del Denali si estende per oltre 6.000.000 di acri (2.428.140 ettari), una superficie superiore a quella dello stato del Massachusetts. Prima dell’arrivo degli euro-americani, la zona era abitata da cinque diversi gruppi di lingua athabaska: Ahtna a est, Dena’ina al sud, Kuskokwim a ovest, Koyukon a nord, Tanana a nord-est. Gli indigeni conducevano una vita semi-nomade, spostandosi lungo maggiori corsi d’acqua.

La prima fondazione del parco si ebbe nel 1917, quando Charles Sheldon, naturalista e cacciatore, fondò il “Mount McKinley National Park”, come riserva di caccia. Nel 1980, il Congresso triplicò l’estensione del parco, aggiungendovi oltre 4.000.000 di acri, e rinominandolo “Denali National Park and Preserve”. La zona fu anche dichiarata una “International Biosphere Reserve”, importante per la ricerca sull’ecosistema subartico. Dal 1972 l’accesso al parco è vietato alle macchine private; un sistema di autobus è a disposizione dei visitatori.

Il parco si suddivide in tre unità distinte:”Denali Wilderness”, area chiusa a qualunque tipo di caccia; “Denali National Park”, che comprende i terreni aggiunti al parco nel 1980: qui gli indigeni possono praticare le attività tradizionali di sussistenza; “Denali National Preserve”, in cui sono permesse caccia e pesca, secondo le norme dello stato dell’Alaska. All’interno della Denali Wilderness si trovano aree per campeggiare, due centri per i visitatori e diverse stazioni di ranger.

La zona è facilmente raggiungibile sia in auto lungo la Highway 3 sia con i collegamenti garantiti da servizi di autobus e aerei Il parco è diviso in tre unità con differenti regolamenti. La prima zona è il Denali Wilderness ovvero il territorio prima conosciuto come Mt. McKinley National Park. In questa zona le attività dell’uomo sono severamente limitate e strettamente controllate.Nella seconda zona chiamata Denali National Park, i residenti, muniti di permessi e per motivi di sostentamento, sono autorizzati alla caccia e alla pesca. Infine l’ultima zona è stata chiamata Denali National Preserve. In quest’ultima parte del parco viene consentita la caccia e la pesca sportiva secondo i regolamenti dello Stato. L’attrazione principale del parco è il Mt. McKinley, che i locali chiamano Denali. Questa è la montagna Nordamericana più alta con i suoi 6.194 metri.  Per la precisione, trovandosi su di un altopiano alto 610 metri, la parte svettante è alta 5.584 metri.

La montagna è sostanzialmente composta da rocce granitiche come le altre vette della stessa catena. I primi riferimenti storici si devono al capitano George Vancouver, navigatore inglese che lo vide navigando nel Cook Inlet. I primi russi lo chiamarono Bolshaia Goro ovvero la Grande Montagna. Per gli indiani Tanana era la Montagna Alta ovvero Denali. Rinominato Densmores in onore di un cercatore d’oro, nel 1896, ebbe il nome attuale, in onore di un candidato alle elezioni presidenziali che l’anno successivo arrivò alla casa bianca. La parte superiore del monte è ricoperta da ghiacciai perenni. All’interno del parco sono numerosissime le specie che vivono in libertà, 37 solo le specie di mammiferi tra cui i grizzly, alci, caribù, lupi, volpi rosse e linci. Il parco è aperto tutto l’anno ma tutti i servizi sono disponibili solo da maggio a settembre. Vietato l’utilizzo di auto all’interno del parco, possibile utilizzare solo i piedi o gli shuttle-bus che collegano i vari punti del parco. Fornitissimo il centro di accoglienza presente all’inizio del parco.

Poche le possibilità di dormire in strutture comode all’interno del parco, possibile sfruttare i campeggi o dormire all’aperto. Molte le regole da rispettare per poter approfittare di questi servizi, se si desidera dormire all’aperto, e necessario munirsi del pass gratuito fornito nel centro di accoglienza. Illimitate le possibilità di escursioni offerte all’interno del parco, ovviamente bisogna seguire le numerose indicazioni fornite dai ranger locali.

La visita al parco è un’ottima occasione per immergersi in un natura incontaminata e vedere delle specie di animali difficili da osservare in altre zone dell’Alaska. Vi è una sola strada asfaltata che entra nel parco, per sole 89 miglia; i veicoli privati possono arrivare solo fino al miglio 15, e in inverno la neve viene rimossa solo per le prime tre miglia. Nei mesi invernali infatti, per gli spostamenti interni al parco, vengono utilizzate le slitte trainate da cani.

La regione del Denali ospita una grande varietà d’uccelli e mammiferi. Una notevole quantità di orsi neri e grizzly, alci e lupi, caribù e bighorn bianchi. Proprio per questi ultimi Charles Sheldon, dopo la sua visita nel 1907-1908, propose al congresso degli Stati Uniti di creare una riserva per queste pecore. Nei parco si trovano oltre 650 specie di piante che producono fiori, oltre a muschi, licheni, funghi e alghe. La flora di ampie zone del parco è condizionata dalla presenza del permafrost. Fino agli 800 metri di elevazione, il paesaggio è caratterizzato dalla foresta sempreverde della taiga; oltre, subentra la piccola vegetazione della tundra. Nel parco non è raro vedere porzioni di taiga in cui gli alberi sono inclinati, ciascuno in una direzione diversa; il fenomeno è dovuto allo scioglimento del permafrost sottostante, ed è stato battezzato drunken forest, foresta ubriaca.

IL CASO McCANDLESS

Il parco è famoso per essere stato il luogo in cui il nomade americano, Christopher McCandless, visse gli ultimi giorni della sua vita, dopo aver viaggiato per gli Stati Uniti occidentali. Della permanenza del ragazzo nel parco parla il giornalista Jon Krakauer nel libro Nelle terre estreme da cui è tratto il film Into the Wild – Nelle terre selvagge scritto e diretto da Sean Penn. Christopher McCandless infatti, nasce il 12 febbraio dell’anno 1968 nel Sud della California, da Walt McCandless, un dipendente della NASA, e Wilhelmina Johnson, un’impiegata. Dopo sei anni a El Segundo, la famiglia si sposta in Virginia. Nel 1990 si laurea con il massimo dei voti in Storia e Antropologia all’Università Emory. Benestante di famiglia, decise di attraversare l’Ovest Americano da solo, dopo aver donato i suoi 24.000 dollari di risparmi alla Oxfam. Intraprese inizialmente il suo viaggio con la sua vecchia auto, una Datsun gialla B210 del 1982, un acquisto dell’ultimo anno di liceo con cui Chris amava viaggiare durante le vacanze scolastiche. Questa fu ritrovata da un gruppo di ricercatori di fiori rari nel deserto del Mojave, all’interno Mccandless aveva abbandonato una chitarra Gianini, un pallone da football, un sacchetto di immondizia pieno di vecchi indumenti, una canna da pesca, 10 kg di riso, un rasoio elettrico nuovo, un’armonica a bocca, i cavi della batteria e le chiavi.

Il ragazzo abbandonò il proprio mezzo a causa di un’ondata d’acqua proveniente dal fiume, accanto al quale si era accampato, che bagnò il motore rendendo l’automobile inutilizzabile. Prima di lasciare la sua auto bruciò i propri risparmi e si liberò di ogni prova della sua identità, gettando via anche la targa dell’auto. Proseguì quindi a piedi facendo autostop. Trascorse gli ultimi 112 giorni della sua vita nei boschi dell’Alaska, nel parco nazionale di Denali, avendo come unico rifugio un vecchio autobus abbandonato, da lui rinominato Magic Bus (che è attualmente meta di pellegrinaggio da parte di coloro che sono rimasti affascinati dalla sua storia). Per un certo periodo, Chris riuscì a sopravvivere con l’ausilio di pochi strumenti: un fucile Remington calibro 22, una sacca di riso, un libro sulle piante commestibili del luogo, ed altri semplici oggetti da campo.

Fu ritrovato morto dentro l’autobus nell’agosto del 1992 da due cacciatori, i quali scoprirono il corpo a due settimane dal decesso. Ufficialmente è morto di fame (al momento del ritrovamento il cadavere pesava circa 30 kg), ma altre possibili cause sono il freddo, l’aver ingerito accidentalmente alcune piante velenose. Nel vecchio autobus, accanto al cadavere, furono ritrovati numerosi appunti da lui scritti, una macchina fotografica con cui aveva effettuato degli autoscatti, una borraccia di plastica verde, alcune pastiglie per purificare l’acqua, un paio di pantaloni imbottiti, guantoni di lana, una bottiglia di repellente degli insetti, un cilindro consumato di Chap Stick, una scatola di fiammiferi, un paio di stivali in plastica marrone e alcuni libri di autori quali Lev Tolstoj, Jack London e Henry David Thoreau.

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