ISOLE SVALBARD – Oltre il Circolo Polare Artico

Pubblicato: 14 ottobre 2010 in Località Estreme

Isole Svalbard 78° N, oltre il Circolo Polare Artico

Le Svalbard sono un gruppo di isole del mare Glaciale Artico; posizionate tra i 74° e gli 81° Nord, e tra i 10° e i 34° Est, sono la parte più settentrionale della Norvegia. La posizione delle Svalbard, all‘ESTREMO NORD DEL PIANETA comporta d’estate il sole a mezzanotte e d’inverno l’oscurità totale. Le isole coprono un’area di 62 050 km². Le isole più grandi sono Spitsbergen (39 000 km²), Nordaustlandet (14 600 km²) e Edgeøya (5 000 km²). La popolazione è di oltre 2.500 abitanti. Le Svalbard sono amministrate da un governatore incaricato, il sysselmann, il cui ufficio si trova nella città di Longyearbyen.

Longyearbyen è l’insediamento più popoloso delle isole Svalbard, con circa 2.075 abitanti. È situato a 78°13′ N 15°33′ E, ed è anche la sede della residenza del Governatore (Sysselmannen). Il villaggio fu fondato nel 1906 da John Munroe Longyear, proprietario principale della Arctic Coal Company of Boston. Longyearbyen fu distrutta nel 1943 dai tedeschi, e successivamente ricostruita dopo la Seconda guerra mondiale. Nonostante le dimensioni relativamente ridotte, la cittadina di Longyearbyen gode, grazie al suo stato di sede amministrativa, di molti dei privilegi di una grande città: è sede di un aeroporto internazionale, l’Aeroporto Svalbard (LYR), attivo dal 14 agosto 1975, e dal 1993 di un centro universitario per gli studi artici, lo University Centre of Svalbard. Negli ultimi due decenni grazie allo sviluppo del turismo alle isole Svalbard la cittadina di Longyearbyen si è popolata di numerosi hotel, ristoranti negozi e soprattutto di Tour operator locali che offrono soggiorni ed escursioni nei panoramici e suggestivi dintorni della località.

Longyearbyen è tappa d’obbligo per chiunque arrivi alle Svalbard. Di solito ci si passa almeno un paio di giorni, indispensabili anche per orientarsi tra le varie attività proposte dagli operatori locali nelle diverse stagioni. Irrinunciabile una visita al piccolo Svalbard Museum, che documenta geologia, habitat e storia dell’arcipelago con la ricostruzione di stazioni baleniere, accampamenti di trappers – i cacciatori di pellicce che vivevano per mesi isolati in baracche di legno tra i ghiacci – e l’immancabile miniera. Invece, il pezzo forte della Gallery Svalbard è la collezione, unica al mondo, di mappe e di testimonianze delle prime escursioni a Spitsbergen.

A causa di una situazione legale particolare, tutti i paesi che hanno firmato il trattato delle Svalbard (tra cui anche l’Italia) hanno diritto, al pari della Norvegia, a colonizzare le Svalbard e a svilupparne l’economia; tuttavia, l’unico paese a prendere sul serio questa possibilità è stata l’Unione Sovietica, i cui insediamenti di Barentsburg e di Pyramiden hanno raggiunto alcune migliaia di abitanti; per un periodo la lingua più parlata sulle Svalbard è stato il russo. A seguito del crollo dell’Unione Sovietica e dell’interruzione dei sussidi, la popolazione russa (e Ucraina) si è ridotta a circa 500 unità, e Pyramiden è stata del tutto abbandonata; dal 2009 a Pyramiden alcuni Russi provenienti da Barentsburg stanno tentando di riattivare a scopi turistici il paese.

Ny-Ålesund (200 abitanti) è uno degli insediamenti umani più a Nord del pianeta. Si trova sulla costa nord-occidentale di Spitsbergen, l’isola più grande dell’arcipelago delle Svalbard. Le sue strutture di ricerca sono gestite dalla compagnia di servizi norvergese Kings Bay AS, la quale affitta numerose strutture di ricerca ai vari organismi internazionali. L’ ambiente incontaminato delle Isole Svalbard fornisce un perfetto laboratorio naturale per lo studio dei cambiamenti  climatici globali, dell’ inquinamento e favorisce la collaborazione internazionale nell’ambito della ricerca polare.

Sempre a causa di alcune clausole nel trattato delle Svalbard, non vi è alcun requisito particolare (come permessi di soggiorno, di lavoro, eccetera) per risiedervi permanentemente: supposto di poter trovare lavoro, non vi sono ostacoli di sorta perché il trattato prevede la non-discriminazione tra tutti i cittadini degli stati aderenti al trattato. Non ci sono strade tra gli insediamenti sulle isole; i trasporti sono effettuati con imbarcazioni, aerei ed elicotteri, nonché in motoslitta. Le Svalbard sono per trattato militarmente neutrali, e quindi non è presente personale militare di nessuna nazione. Il sysselmann esercita il potere esecutivo.

Le Svalbard non eleggono rappresentanti al parlamento norvegese, né sono una contea, né sono organizzate in comuni, sebbene Longyearbyen abbia una timida forma di autogoverno. In questo le Svalbard assomigliano più a una colonia che a una piena parte di una nazione. I cittadini norvegesi che vivono sulle Svalbard, tuttavia, hanno facoltà di votare nella loro circoscrizione di origine sul continente. Alle Svalbard viene pubblicato un settimanale: lo Svalbardposten.

Le Svalbard potrebbero essere state scoperte già nel XII secolo, ma la prima scoperta incontestabile delle Svalbard fu fatta dall’olandese Willem Barents nel 1596. La sovranità norvegese venne riconosciuta nel 1920, anno nel quale l’area venne demilitarizzata da un trattato. La Norvegia prese in carico la loro amministrazione nel 1925. La gran parte delle Svalbard è coperta da ghiacci. Infatti il nome Svalbard significa “costa fredda“. Comunque la corrente nord-atlantica modera il clima artico, mantenendo le acque circostanti aperte e navigabili per gran parte dell’anno. La principale attività economica è l’estrazione del carbone, cui si aggiungono la pesca e la caccia. La Norvegia dichiara una zona di pesca esclusiva di 200 miglia nautiche, che non è riconosciuta dalla Russia. Le Svalbard sono anche il terreno di riproduzione dell’oca dalla faccia bianca e di altre varietà di uccelli. Il clima delle isole Svalbard è polare all’interno, dove la lontananza dal mare e l’altitudine favoriscono il freddo del clima polare, mentre sulla costa il clima è freddo della tundra, dove d’inverno le minime toccano valori di anche – 40° C, mentre d’estate le temperature salgono fino a 5-6 gradi. Il clima è infatti mitigato da un ramo della corrente del golfo che lambisce la costa est.

Il governo norvegese sta progettando la costruzione di una banca genetica dei semi (Svalbard Global Seed Vault), in cui sarà conservato il più grande numero possibile di specie di semi. Il governo norvegese costruirà questa banca scavando una galleria di 120 metri nella roccia sull’isola di Spitsbergen, 130 metri al di sopra del livello del mare, portando la temperatura a -18 gradi Celsius dagli originari – 6 °C, conservandovi successivamente le sementi donate dai 1.400 depositi di raccolta dei semi mantenuti da parte dei paesi di tutto il mondo. La banca avrà porte di massima sicurezza a prova di esplosione e due prese d’aria. Il numero di semi immagazzinati dipenderà dal numero dei paesi che parteciperanno al progetto, con i primi semi in arrivo nel 2008. Lo scopo di questo progetto è prevenire l’eventuale estinzione di piante causata da catastrofi globali quali il riscaldamento globale o una guerra nucleare.

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